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	<title>gin Archivi | The Spiritual Machine</title>
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	<item>
		<title>Gin personalizzato: 5 domande da farsi prima di creare il proprio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 10:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Creare il proprio Gin personalizzato è un viaggio, e come tutti i viaggi ha alcune tappe preparatorie indispensabili per la sua buona riuscita. Abbiamo riassunto per voi alcune domande da porsi prima di intraprendere questo bellissimo (e non facile) percorso… #1 Che tipo di gin voglio creare? Non è una domanda banale da porsi all’inizio di un progetto di gin personalizzato. Si può decidere di creare un prodotto che rientri semplicemente nella categoria gin. Ovvero un distillato con un aroma preponderante di ginepro e una gradazione minima di 37,5% vol/vol.   Oppure ci si può lanciare su un dry gin, se si vuole avere un prodotto secco e tagliente. E poi ancora London dry gin, gin liqueur…ma anche un botanical spirits se non si vuole per forza avere la marcata connotazione aromatica del ginepro. #2 Quale tipo di alcool base e ginepro vorrei utilizzare? Chi si approccia alla creazione di un distillato personalizzato deve partire per forza da una base alcolica di altissima qualità. L’alcool di origine agricola può per definizione provenire dalla distillazione di moltissime materie prime vegetali diverse. Ciascuna porta un’impronta sul prodotto finale.   Un esempio? L’alcool ottenuto da cereali ha un sapore molto più delicato e neutro rispetto al distillato di vinaccia che apporta esteri aromatici più caratteristici. Se parliamo poi di un gin non si può prescindere dal ginepro, il cui aroma deve essere ricco, balsamico e marcato. Senza eccedere in note che possano ricordare un solvente. La nostra Juniper Essence è il perfetto equilibrio fra balsamico e resinoso. Risulta ideale per qualunque tipologia di gin si voglia creare.   #3 Cosa racconta il mio gin? La storia dietro un gin è parte del prodotto stesso. Racconta di un territorio locale? come può essere un gin alle erbe di montagna, oppure racconta un viaggio in un paese lontano, con spezie esotiche e avvolgenti? Questa storia come si può esprimere in un cocktail? In quali occasioni si immagina il consumo? Sono tutte domande fondamentali per la buona riuscita di un gin personalizzato, e soprattutto per quella che sarà poi la sua distribuzione sul mercato. #4 Quali botaniche voglio usare? Un buon gin ha un’ossatura robusta fatta di ginepro, a cui seguono le parti agrumate, speziate e floreali per dare equilibrio e bilanciamento. Su questa base solida si può scatenare la fantasia aggiungendo distillati di piante aromatiche che possano essere la nota caratteristica e la firma del proprio prodotto. Il tutto in coerenza con la domanda precedente, ovviamente… #5 Come si presenterà il mio gin? Il packaging è la prima cosa che noterà un consumatore, capace di catturare l’attenzione e far intuire come sarà il gin al suo interno. Non parliamo solo dell’etichetta, ma anche della bottiglia, del tappo e della capsula, spesso molto sottovalutate. Una bottiglia in vetro stile farmaceutica è ben diversa da una affusolata e longilinea. Inoltre, il packaging che si è pensato è funzionale all’uso che si immagina del proprio prodotto? Un barman può agevolmente inserire un metal pour per la preparazione dei drink?   Il diavolo sta nei dettagli si dice, e sono dettagli che fanno la differenza tra un prodotto improvvisato e uno di successo.  Una volta che avrai le idee chiare sul tuo prodotto non ti resta altro che trovare un partner in grado di trasformare la tua idea in qualcosa di concreto.   Il team di The Spiritual Machine può aiutarti in ogni step, dalla scelta degli ingredienti fino alla definizione del packaging.   Prenota ora la tua consulenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/gin-personalizzato-5-domande-da-farsi-prima-di-creare-il-proprio/">Gin personalizzato: 5 domande da farsi prima di creare il proprio</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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									<p>Creare il proprio Gin personalizzato <strong>è un viaggio</strong>, e come tutti i viaggi ha alcune tappe preparatorie indispensabili per la sua buona riuscita. Abbiamo riassunto per voi alcune <strong>domande da porsi</strong> prima di intraprendere questo bellissimo (e non facile) percorso…</p>								</div>
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<p>Non è una domanda banale da porsi all’inizio di un progetto di gin personalizzato. Si può decidere di creare un prodotto che rientri semplicemente nella categoria <em><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0787&amp;from=EN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gin</a></em>. Ovvero un distillato con un aroma preponderante di <strong>ginepro</strong> e una gradazione minima di <strong>37,5% vol/vol</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Oppure ci si può lanciare su un <em><strong>dry gin</strong></em><strong>,</strong> se si vuole avere un prodotto secco e tagliente. E poi ancora <em><strong>London dry gin</strong>, <strong>gin liqueur</strong></em>…ma anche un <strong><em>botanical spirits</em> </strong>se non si vuole per forza avere la marcata connotazione aromatica del ginepro.</p>
<p></p>
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									<p>Un esempio? L’alcool ottenuto da <strong>cereali</strong> ha un sapore molto più delicato e neutro rispetto al <strong>distillato di vinaccia</strong> che apporta esteri aromatici più caratteristici.</p>
<p>Se parliamo poi di un gin non si può prescindere dal <strong>ginepro</strong>, il cui aroma deve essere ricco, balsamico e marcato. Senza eccedere in note che possano ricordare un solvente. La nostra <strong><a href="https://shop.thespiritualmachine.it/products/juniper-essence">Juniper Essence</a></strong> è il perfetto equilibrio fra balsamico e resinoso. Risulta ideale per qualunque tipologia di gin si voglia creare.</p>
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<p>Sono<strong> tutte domande fondamentali</strong> per la buona riuscita di un gin personalizzato, e soprattutto per quella che sarà poi la sua distribuzione sul mercato.</p>								</div>
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									<p>Un buon gin ha un’ossatura robusta fatta di ginepro, a cui seguono le parti <strong>agrumate</strong>, <strong>speziate</strong> e <strong>floreali</strong> per dare equilibrio e bilanciamento. Su questa base solida si può scatenare la fantasia aggiungendo distillati di piante aromatiche che possano essere la nota caratteristica e la <strong>firma del proprio prodotto</strong>. Il tutto in coerenza con la domanda precedente, ovviamente…</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">#5 Come si presenterà il mio gin?</h2>				</div>
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									<p>Il <strong>packaging</strong> è la prima cosa che noterà un consumatore, capace di catturare l’attenzione e far intuire come sarà il gin al suo interno. Non parliamo solo <strong>dell’etichetta</strong>, ma anche della <strong>bottiglia</strong>, del <strong>tappo</strong> e della <strong>capsula</strong>, spesso molto sottovalutate. Una bottiglia in vetro stile farmaceutica è ben diversa da una affusolata e longilinea. Inoltre, il packaging che si è pensato è funzionale all’uso che si immagina del proprio prodotto? Un barman può agevolmente inserire un <em>metal pour</em> per la preparazione dei drink?</p>
<p> </p>
<p>Il <strong>diavolo sta nei dettagli</strong> si dice, e sono dettagli che fanno la differenza tra un prodotto improvvisato e uno di successo. </p>								</div>
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									<p>Una volta che avrai le idee chiare sul tuo prodotto non ti resta altro che <strong>trovare un partner in grado di trasformare la tua idea in qualcosa di concreto</strong>.</p>
<p> </p>
<p><strong>Il team di The Spiritual Machine può aiutarti in ogni step, dalla scelta degli ingredienti fino alla definizione del packaging.</strong></p>
<p> </p>
<p>Prenota ora la tua <a href="https://thespiritualmachine.com/contatti/">consulenza</a>.</p>								</div>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17478" alt="dalla ricetta alla bottiglia" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-1024x576.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-768x432.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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				<h3 class="elementor-post__title">
			<a href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" >
				Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia			</a>
		</h3>
				<div class="elementor-post__meta-data">
					<span class="elementor-post-date">
			17 April 2026		</span>
				<span class="elementor-post-avatar">
			No Comments		</span>
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				<div class="elementor-post__excerpt">
			<p>Tempo di lettura stimato: 4 minuti Hai un&#8217;idea per uno spirit. Magari un vermouth fatto con il tuo vino. Magari un amaro che racconti il territorio della tua cantina. Il problema non è l&#8217;idea è tutto quello che viene dopo. La ricetta, il packaging, l&#8217;imbottigliamento, la burocrazia, i test di mercato. È esattamente lì che la maggior parte dei progetti si blocca. The Spiritual Machine esiste per sbloccarli e per portare dalla ricetta alla bottiglia in tempi che il mercato tradizionale non riesce nemmeno a immaginare. Tutto parte da una conversazione, non da un capitolato Il processo non inizia con un brief tecnico. Inizia con una domanda semplice: cosa vuoi raccontare con questo prodotto? Chi lo berrà, dove, in quale momento della giornata. The Spiritual Machine lavora con cantine, chef, hotel, imprenditori e brand e ogni progetto parte da lì, dall&#8217;identità di chi c&#8217;è dietro. Solo dopo si entra nel merito della ricetta. Questa fase può durare pochi giorni. Nel mercato tradizionale, lo stesso processo richiede spesso mesi solo per trovare un interlocutore disponibile. La ricetta: dove la creatività incontra la chimica Sviluppare una ricetta per uno spirit a base vino non è un&#8217;operazione casuale. Richiede competenze precise su botaniche, gradazioni alcoliche, tempi di macerazione e bilanciamento gustativo. The Spiritual Machine ha costruito un know-how su oltre 400 ricette validate vermouth, amari, bitter, cocktail RTD. Ogni nuova ricetta viene sviluppata internamente e testata in prototipo prima di passare alla produzione. Inoltre, gli ordini minimi partono da 250 bottiglie, contro le 3.000 o più richieste dagli standard di mercato. Questo significa che anche un primo lancio sperimentale è economicamente sostenibile. Dal prototipo alla bottiglia finita: packaging, etichettatura, burocrazia Quando la ricetta è approvata, inizia la fase produttiva. The Spiritual Machine coordina una rete di partner produttivi qualificati, non possiede una distilleria propria, ma gestisce l&#8217;intero processo dall&#8217;interno. Imbottigliamento, etichettatura, design del packaging: tutto viene sviluppato con l&#8217;obiettivo di creare un prodotto che comunichi l&#8217;identità del brand in modo immediato. Parallelamente, il team gestisce tutta la parte burocratica: accise, contrassegni, normative. È la parte che spaventa di più chi si avvicina al mondo spirits per la prima volta. Qui non devi occupartene tu. Il test di mercato: la fase che fa la differenza Produrre uno spirit è una cosa. Sapere se funziona davvero è un&#8217;altra. Per questo The Spiritual Machine affianca i clienti anche nella fase di validazione sul mercato mandando il prodotto in locali selezionati e raccogliendo feedback reali da bartender e consumatori. È una fase che molti saltano, convinti che basti lanciare. È invece quella che permette di aggiustare il tiro prima di investire in produzioni più grandi. Casi come il Vermouth Giò partito da 100 bottiglie e arrivato sugli scaffali di Eataly Los Angeles dimostrano cosa succede quando questa fase viene fatta bene. Dall&#8217;idea alla bottiglia finita, The Spiritual Machine riduce i tempi fino a dieci volte rispetto agli standard di mercato. Non perché tagli le fasi — ma perché le gestisce tutte internamente, in modo coordinato. Se stai pensando a uno spirit a base vino personalizzato e vuoi capire quanto può rendere concretamente, inizia da qui: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Quanto tempo ci vuole per sviluppare uno spirit con The Spiritual Machine? Il processo è fino a dieci volte più rapido rispetto agli standard tradizionali. Mentre il mercato richiede tipicamente da 12 a 18 mesi, The Spiritual Machine porta un prodotto dalla ricetta alla bottiglia finita in poche settimane, gestendo internamente ogni fase del processo. Qual è il numero minimo di bottiglie per iniziare una produzione? Gli ordini minimi partono da 250 bottiglie. Il mercato tradizionale richiede generalmente un minimo di 3.000 bottiglie o più. Questo rende possibile un primo lancio sperimentale senza dover sostenere investimenti sproporzionati rispetto alla fase iniziale del progetto. Chi gestisce la parte burocratica — accise, contrassegni, normative? The Spiritual Machine gestisce internamente tutta la parte amministrativa e regolatoria legata alla produzione di spirits. Il cliente non deve occuparsene. È uno degli elementi che distingue il modello end-to-end da quello di un semplice fornitore produttivo.</p>
		</div>
		
		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" aria-label="Read more about Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia" tabindex="-1" >
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				<article class="elementor-post elementor-grid-item post-17402 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-non-categorizzato" role="listitem">
				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17415" alt="RTD wine-based" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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				<h3 class="elementor-post__title">
			<a href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" >
				RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare			</a>
		</h3>
				<div class="elementor-post__meta-data">
					<span class="elementor-post-date">
			26 March 2026		</span>
				<span class="elementor-post-avatar">
			No Comments		</span>
				</div>
				<div class="elementor-post__excerpt">
			<p>Immagina di essere a un festival estivo. Nessuno sta stappando una bottiglia di vino. Eppure tutti stanno bevendo qualcosa di fresco, immediato, scelto in tre secondi davanti a un frigo. Quello che hanno in mano è spesso un RTD wine-based — e quasi nessun produttore italiano lo sa ancora. Questo articolo spiega cosa sta succedendo, perché sta succedendo adesso, e cosa significa per chi fa vino in Italia. Perché questa categoria cresce così velocemente Tutto inizia da un paradosso. Il vino perde volumi. Ma le bevande nate dal vino crescono a un ritmo che quasi nessun altro segmento può vantare. Perché? Le nuove generazioni non hanno smesso di apprezzare il gusto del vino. Hanno semplicemente smesso di accettare il formato. Una bottiglia da 75cl richiede un bicchiere, un&#8217;occasione, un contesto. Un formato single-serve da 275 ml si apre, si beve, si porta ovunque. Inoltre, dal punto di vista fiscale, le bevande base vino godono di un vantaggio strutturale: nell&#8217;Unione Europea il vino fermo ha accisa zero. Quindi chi produce parte già con margini superiori rispetto agli spirit-based. I numeri che ogni produttore dovrebbe conoscere Negli USA il segmento cresce del +29,3% annuo. Rappresenta già quasi il 10% del vino fermo nel retail statunitense. In Germania le bevande ready-to-drink base vino sono diventate la categoria più consumata tra tutte le varianti RTD — in un mercato da 2,25 miliardi di dollari che raddoppierà entro il 2035. In Giappone, il segmento raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro il 2032. Nel frattempo, in Italia la categoria spirits segna -8,5% rispetto al 2019. Chi aspetta che i numeri italiani si riprendano da soli rischia di perdere la finestra giusta. Come costruire un prodotto che conquista davvero Un wine RTD che funziona non nasce da una buona idea. Nasce da scelte tecniche precise. Il profilo gustativo deve essere immediato: agrumi, frutti rossi, note tropicali. La dolcezza va calibrata con cura — troppo zucchero satura il consumatore dopo il primo sorso. Il finale deve essere secco, per invitare al sorso successivo. Anche la distribuzione non è un dettaglio secondario. I canali giusti per una bevanda pronta al consumo base vino sono convenience, festival, beach store e GDO refrigerata. Entrare nel canale sbagliato significa bruciare il prodotto prima ancora che il mercato lo conosca. Quello che una cantina italiana può fare adesso Molte cantine guardano questo mercato da lontano, convinte che serva una struttura produttiva dedicata. Non è così. The Spiritual Machine ha già sviluppato oltre 400 ricette validate e prodotto più di 250.000 bottiglie per cantine di ogni dimensione. Il processo è completo: dalla ricetta alla compliance, dalla produzione alla distribuzione. Tu porti il vino e la visione del prodotto. Noi traduciamo tutto in qualcosa che funziona sullo scaffale e nel bicchiere. Scopri i prodotti a base vino già sviluppati: https://thespiritualmachine.com/prodotti-a-base-vino/ Il mercato non aspetta. I vantaggi fiscali ci sono. I consumatori ci sono. La tecnologia produttiva c&#8217;è. Quello che manca, in molti casi, è solo il primo passo. Vuoi capire quanto può rendere concretamente una produzione a base vino? Calcolalo adesso: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Cosa sono gli RTD wine-based e perché se ne parla così tanto? Sono bevande alcoliche pronte al consumo che usano il vino come base invece dell&#8217;alcol neutro. Crescono perché rispondono a un bisogno reale: praticità, portabilità, immediatezza. E rispetto agli spirit-based godono di trattamenti fiscali più favorevoli — il che significa margini più alti per chi li produce. Perché il mercato cresce così velocemente proprio adesso? Perché le abitudini di consumo sono cambiate strutturalmente, non temporaneamente. I contesti di consumo si sono moltiplicati — festival, spiagge, aperitivi informali — e il vino tradizionale non riesce a presidiare questi momenti. Le bevande pronte al consumo base vino sì. Una cantina italiana può entrare in questo mercato senza investire in nuovi impianti? Sì. The Spiritual Machine gestisce l&#8217;intero processo operativo. Le cantine che lavorano con noi non affrontano investimenti in strutture o competenze interne. Portano il vino e la direzione del prodotto. Il resto lo costruiamo insieme.</p>
		</div>
		
		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" aria-label="Read more about RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare" tabindex="-1" >
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17375" alt="Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-1024x771.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-768x578.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-50x38.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-100x75.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2.png 1232w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" >
				Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana			</a>
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			11 March 2026		</span>
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			<p>I vini aromatizzati rappresentano uno dei patrimoni più ricchi della tradizione italiana. Dalle radici storiche del Barolo Chinato ai bitter alla genziana, questi prodotti uniscono territorio, botaniche e artigianalità. In questa guida esplori storia, tecniche e tendenze attuali. Scoprirai anche il ruolo di questi spirits nella miscelazione moderna.   La storia dei vini aromatizzati: dalle origini alla tradizione italiana Dalla medicina alla convivialità Fin dalle origini, i vini aromatizzati erano strumenti di medicina e convivialità. La tecnica era semplice: si maceravano erbe, spezie e cortecce direttamente nel vino. Il risultato erano bevande dal gusto complesso, spesso usate a scopo terapeutico. Tra i prodotti più antichi spicca il Barolo Chinato. Si ottiene dall’infusione di corteccia di china nel famoso vino piemontese. I vini chinati erano una categoria molto diffusa nei secoli passati. Le origini del vermouth a Torino Il vermouth nasce come prodotto accessibile e diffuso. Si produceva mescolando erbe e spezie direttamente nel vino, senza tecniche di distillazione sofisticate. Torino è la sua città d’origine. Le campagne italiane ne hanno alimentato la diffusione per secoli.   Botaniche e tecniche di produzione dei vini aromatizzati Le erbe e le radici più usate Le botaniche variano a seconda della regione e della tradizione. Le più comuni sono la genziana, la china e le erbe amare tipiche dell’area mediterranea. Ogni produttore seleziona le sue combinazioni. Questo crea profili aromatici unici che rispecchiano il territorio. Il processo di macerazione La macerazione avviene tradizionalmente in alcol. La durata e la composizione delle tinture influenzano il profilo aromatico finale. Il Barolo Chinato, ad esempio, deve la sua nota amaricante principale alla corteccia di china. La scelta della botanica cambia in base alla zona geografica di produzione.   I vini aromatizzati più rappresentativi e le tendenze attuali Vermouth, amari e bitter: le grandi famiglie Tra i vini aromatizzati più noti troviamo il Vermouth di Torino, l’amaro e i bitter a base di genziana. Il vermouth può essere bianco, ambrato o rosso. Storicamente si preferivano vini bianchi e invecchiati come base. Oggi si sperimentano anche vini rossi come il Nebbiolo o il Dolcetto. La ripresa del mercato artigianale Negli ultimi anni cresce l’interesse per i vini aromatizzati di qualità. I produttori valorizzano le botaniche locali e le tecniche artigianali. Si diffondono anche i bitter a base di vino macerati con genziana. Il vermouth al Barolo, con tannini più evoluti, è un esempio di questa nuova tendenza.   Il ruolo dei vini aromatizzati nella miscelazione moderna Dal Negroni agli spritz: cocktail classici e innovativi I vini aromatizzati sono protagonisti nella mixology. Sono il cuore di classici come il Negroni. Si inseriscono perfettamente negli spritz moderni, spesso già pronti con vino e bitter abbinati. La loro versatilità permette di creare cocktail unici. I prodotti artigianali stanno ridando dignità storica a questi spirits. Le reinterpretazioni moderne li pongono al centro della mixology contemporanea. Conclusione: i vini aromatizzati, un patrimonio vivo da scoprire I vini aromatizzati uniscono storia, territorio e innovazione. Dal Barolo Chinato ai bitter alla genziana, ogni prodotto racconta una tradizione artigianale. Oggi questa tradizione si rinnova con nuove botaniche e tecniche di miscelazione. Hai voglia di sperimentare? Contattaci per creare il tuo spirits personalizzato a base vino. Porta il gusto della tradizione italiana nelle tue creazioni.</p>
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		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" aria-label="Read more about Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" tabindex="-1" >
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16727" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" >
				Dal Vino Ippocratico al Negroni			</a>
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			17 November 2025		</span>
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			<p>Il vino, ingrediente vivo e radicato nelle culture di tutto il mondo, ha un ruolo chiave nella nascita della miscelazione moderna. Dalla sua origine come solvente medico nell&#8217;antichità fino ai cocktail iconici come il Negroni, questa bevanda ha accompagnato e plasmato le tecniche di miscelazione. In questo articolo ripercorreremo i traguardi storici e le evoluzioni che hanno fatto del vino il primo vero protagonista nell&#8217;arte del mixing, un ponte tra tradizione e innovazione nel mondo degli spirits. Il vino come primo solvente nella storia della miscelazione Fin dall’antichità, il vino ha ricoperto un ruolo fondamentale come solvente ed elemento di produzione di medicinali e rimedi. I primi enoliti di Galeno, ad esempio, erano preparati con vino, che rappresentava l’unico solvente alcolico disponibile prima della diffusione dell’alcol distillato. La sua alta capacità di estrazione e conservazione lo ha reso il compagno ideale delle macerazioni di erbe e spezie, dando origine alle prime essenze aromatiche destinate alla terapeutica e, successivamente, alla miscelazione. Nel Medioevo, la tecnica della distillazione del vino nacque in Europa, influenzata dagli alambicchi arabi arrivati in Italia. Grazie a questa capacità di creare il famigerato “acqua di vita,” il vino si affermò come base per preparare liquori e macerati più intensi e persistenti. La connessione tra vino e distillazione portò alla nascita del vermouth, che inizialmente era prodotto attraverso la macerazione di erbe nel vino. Questo prodotto storico, radicato nel Piemonte, rappresentò uno dei primi esempi di come il vino potesse essere trasformato in un’arte di miscelazione. Il grande salto e la rivoluzione del Negroni Nel XX secolo, il ruolo del vino nella miscelazione si consolidò grazie all&#8217;evoluzione dei prodotti e delle tecniche. Il vermouth di Torino, con la sua capacità di unire la conoscenza della macerazione con la territorialità, divenne la base per alcuni tra i cocktail più iconici al mondo, come il Negroni. Questo drink nasce dall&#8217;unione di vino aromatizzato (vermouth), bitter e gin, e nel corso degli anni ha visto crescere il suo successo globale. Secondo le analisi recenti, il Negroni rappresenta circa il 42% del consumo di cocktail a base vino, dimostrando quanto questa tradizione sia ancora radicata nel gusto contemporaneo. L&#8217;evoluzione del Negroni ha anche favorito la riscoperta di vini aromatizzati e prodotti a base di vino, spingendo i produttori a sperimentare con vari vitigni e botaniche, rafforzando il legame tra territorio e miscelazione. Inoltre, si osserva un&#8217;attenzione crescente al ruolo del vino nei cocktail ready-to-drink, favorite anche dalle nuove preferenze di consumo e dall&#8217;interesse per le bevande meno alcoliche. La cultura del vino come ingrediente versatile e di territorio Le tecniche di macerazione e le botaniche utilizzate danno al vino un ruolo trasversale e poliedrico nel mondo delle miscele. La tradizione italiana e francese, ad esempio, utilizzano vitigni locali come Moscato, Trebbiano e Vermentino per creare prodotti a seconda delle ricette e delle esigenze di gusto. Secondo gli esperti, il vino ha anche un ruolo di “firma territoriale”, portando in ogni bicchiere le caratteristiche genetiche del terroir di provenienza. Inoltre, la produzione artigianale di prodotti a base vino, come il Barolo Chinato o il Vermouth di Torino, continua a essere una linfa vitale per la miscelazione di oggi. Questi prodotti, spesso cerebrali e aromatici, sono ideali per la creazione di cocktail innovativi, capaci di raccontare storie di territori e tradizioni attraverso profumi e sapori unici. The Spiritual Machine e l’arte di creare spirits personalizzati Il legame tra vino e miscelazione è un campo di ricerca e sperimentazione aperto e in continua evoluzione. The Spiritual Machine si inserisce in questo contesto offrendo spirits personalizzati a base vino, studiati per valorizzare le peculiarità del territorio e le botaniche. Creando cocktail che rispettano la storia e le caratteristiche dei vitigni, si promuove una cultura del wine-based spirits innovativa e autentica. Per approfondire come il vino può essere protagonista in miscelazione e scoprire i nostri prodotti, visita il nostro sito o contattaci. Immergiti in un mondo di aromi e storie da bere e condividere.</p>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/la-rinascita-del-vermouth/" >
				La Rinascita del Vermouth			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			13 May 2025		</span>
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			<p>La Rinascita del Vermouth: Storia, Marchi Storici e Utilizzo Moderno Il Vermouth, un&#8217;essenza italiana dalle radici millenarie che si intrecciano con l&#8217;antica arte dell&#8217;erboristeria, ha saputo conquistare il palato di generazioni con la sua complessa miscela di aromi e spezie. La sua storia si snoda tra le strade di Torino e i salotti della nobiltà europea, raccontando di antichi sapori e di tradizioni tramandate. Origini e Diffusione: Un Viaggio nel Tempo La leggenda narra che oltre due millenni fa, già si discuteva in Europa di un elisir a base di assenzio e origano, considerato all&#8217;epoca un vero e proprio farmaco. Tuttavia, fu Antonio Benedetto Carpano nel lontano 1786 a Torino a dare vita alla versione italiana commercializzata del Vermouth. Mescolando sapientemente il vino moscato con erbe aromatiche e spezie, tra cui l&#8217;artemisia, Carpano creò un prodotto unico che ben presto conquistò i palati più raffinati dell&#8217;epoca. Marchi Storici: Le Eccellenze del Vermouth Tra i marchi storici che hanno segnato il percorso di questa bevanda straordinaria, spiccano i nomi illustri di Carpano, Martini &amp; Rossi e Cocchi. Il marchio Carpano, legato al geniale inventore del Vermouth, è celebre per il suo Antica Formula, ingrediente imprescindibile per creare il leggendario Martinez, precursore del celebre Martini. Martini &amp; Rossi, fondato nel 1863, si distingue come uno dei brand più noti globalmente, con varianti come il &#8220;Fiero&#8221; e il &#8220;Rosso Amaranto&#8221;. Cocchi, con la sua nascita nel 1891, è riconosciuto per la produzione di Vermouth di alta qualità, tra cui il pregiato &#8220;Cocchi Tipo Esportazione&#8221;. Rinascita e Modernità: Il Fascino del Passato Rivisitato Dopo un momento di declino negli anni Ottanta, il Vermouth ha sperimentato una nuova vita, riconquistando il favore del pubblico sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa. La sua rinascita attuale vede la nascita di nuove sfumature e interpretazioni, accanto alla rivalutazione dei prodotti storici. Oggi, il mercato vanta circa 200 referenze di Vermouth, offrendo una vasta gamma di gusti e tipologie per soddisfare i palati più esigenti. Utilizzo Moderno: Tra Creatività e Tradizione Il Vermouth riveste un ruolo centrale nella mixology contemporanea, essendo un elemento imprescindibile in cocktail iconici come il Negroni e il Manhattan. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che come digestivo, dimostrando la capacità di adattarsi a molteplici contesti e preparazioni. La sua presenza è sinonimo di eleganza e raffinatezza, arricchendo ogni miscela con la sua complessa profondità di aromi. In conclusione, il Vermouth racchiude in sé secoli di sapori e tradizioni, incarnando l&#8217;eccellenza italiana capace di rinnovarsi nel tempo senza mai tradire le proprie origini. Un viaggio gustoso tra passato e presente, dove l&#8217;arte dell&#8217;erboristeria si fonde con la creatività contemporanea, regalando esperienze sensoriali uniche e indimenticabili. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="212" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16100" alt="9 prodotti a base vino" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1024x724.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-768x543.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1536x1086.png 1536w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-50x35.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-100x71.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1.png 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" >
				Prodotti a base Vino			</a>
		</h3>
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			8 April 2025		</span>
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			<p>Trasformare il vino in vermouth artigianale e prodotti per la mixology In Italia, moltissime cantine custodiscono un potenziale inespresso: la possibilità di trasformare il vino in prodotti artigianali unici, pensati per il mondo della mixology, della gastronomia e della convivialità. The Spiritual Machine affianca le cantine italiane nello sviluppo di vermouth artigianali e altri prodotti a base vino, offrendo loro la possibilità di entrare in nuovi canali di consumo: cocktail bar, ristoranti, aperitivi e dopocena casalinghi. Come racconta Matteo Fornaca, CEO e Founder di The Spiritual Machine: “Nelle cantine italiane c’è un valore inespresso enorme. Un valore che sta nella possibilità di trasformare il vino in numerosi prodotti alla base della mixology, della gastronomia e della convivialità. Noi siamo al fianco delle cantine nello sviluppo del vermouth, e oggi con I Vini di Maremma mostriamo come una cantina possa essere protagonista anche nei cocktail bar, nei ristoranti, nell’aperitivo e nel dopocena casalingo.” Il progetto con la Cantina &#8216;I Vini di Maremma&#8217; La collaborazione con &#8216;I Vini di Maremma&#8217;, una delle realtà vitivinicole più storiche della Maremma, nasce dal desiderio di ampliare l’offerta di prodotti restando fedeli alla base vino. Come spiega Donata Vieri, direttrice della cantina: “Il nostro obiettivo era offrire una base vino ben rielaborata e strutturata, in grado di raccontare le diverse anime della nostra cantina. Ampliare la gamma di prodotti, rimanendo legati al vino, ci consente di dialogare con i consumatori in modi nuovi e più ampi.” Grazie al supporto di Confcooperative Fedagripesca, il contatto con The Spiritual Machine si è trasformato in un vero progetto. “Abbiamo percepito che lavorare con una struttura così professionale come The Spiritual Machine poteva generare un valore aggiunto alle nostre competenze, oltre che un piacere personale e di gusto.” – conclude Donata Vieri. Un concept che unisce terra, femminilità e trasformazione Il concept creativo della linea sviluppata con I Vini di Maremma si ispira all’alchimia e al legame profondo tra la femminilità, la terra e il processo di trasformazione.Ogni prodotto incarna un principio chiave, visibile anche nel design delle etichette, che saranno presentate ufficialmente a Vinitaly. Le illustrazioni rappresentano muse alchemiche, simboli di trasformazione in continua evoluzione: volti che si fondono con alberi, corone che si trasformano in rami, corpi attraversati da radici. Un linguaggio visivo potente, che racconta la natura mutevole del vino e della creatività. Chi è The Spiritual Machine The Spiritual Machine è una startup innovativa fondata a Torino nel 2017 da Matteo Fornaca e Matteo Dispenza. L’azienda si occupa di creazione di vermouth, gin, amari e liquori personalizzati, accompagnando cantine, ristoratori e imprenditori in ogni fase del progetto: dalla ricetta alla produzione. Con oltre 200.000 bottiglie prodotte, The Spiritual Machine ha creato alcolici personalizzati per bar, ristoranti, chef e hotel in Italia e all’estero.I prodotti nati da queste collaborazioni hanno ricevuto 23 riconoscimenti internazionali, tra cui i World Vermouth Awards 2024 e i Gin Masters 2024. Chi sono I Vini di Maremma La Cantina I Vini di Maremma nasce nel 1954 vicino a Grosseto, nel contesto della riforma agraria promossa dall’Ente Maremma. Fondata da un piccolo gruppo di vignaioli, è oggi una delle cooperative più rappresentative della regione. Con 450 ettari di vigneti e 210 soci attivi, la cantina continua a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione del territorio, mantenendo un forte legame con la tradizione e una visione moderna della produzione vitivinicola. Vuoi trasformare il tuo vino in qualcosa di unico? Se anche tu rappresenti una cantina e vuoi scoprire come trasformare il tuo vino in un vermouth artigianale o in un prodotto personalizzato, The Spiritual Machine è al tuo fianco per sviluppare un progetto originale, di qualità e adatto al tuo mercato. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Contattaci per iniziare insieme questo percorso. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/gin-personalizzato-5-domande-da-farsi-prima-di-creare-il-proprio/">Gin personalizzato: 5 domande da farsi prima di creare il proprio</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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		<title>5 cocktail a base Gin con cui aspettare la mezzanotte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 11:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I cocktail a base di Gin che accompagneranno il tuo Capodanno Che sia una semplice cena a casa fra amici oppure una festa in piena regola, aspettare la mezzanotte di Capodanno sorseggiando un buon drink a base gin è sempre una buona idea. Questo distillato estremamente versatile offre infinite possibilità di miscelazione, permettendo di raggiungere ottimi risultati anche senza essere un barman esperto. Ecco alcune idee per un brindisi dall’aroma di ginepro e spezie. Un grande classico: il Gin Tonic Un’icona della miscelazione, facile da riprodurre e di grande scena. Un bicchiere tumbler, o perchè no, anche un bicchiere ampio da vino pieno di ghiaccio. Unite 4 cl del vostro gin preferito e 8-10 cl di tonica di vostro gradimento.   A seconda del gin scelto potete anche azzardare decorazioni insolite e scenografiche. Usate dei rametti di rosmarino, foglioline di salvia, grani di pepe rosa. Potete proporre un twist sulla classica guarnizione dello zest di limone, virando su esotici agrumi Negroni ⅓ gin, ⅓ bitter e ⅓ Vermouth rosso: proporzioni secche e taglienti, l’esatto opposto di questo drink caldo e avvolgente. Il cocktail ideale per chi ama i gusti intensi e la nota amaricata. E’ un ottimo aperitivo e digestivo, e ben si accompagna con stuzzichini piccanti e fritti. Merita però una cena sostanziosa prima o dopo, perché la sua gradazione alcolica poderosa potrebbe sciogliere un po’ troppo gli animi nella notte di Capodanno. La classica guarnizione con la fetta d’arancia può essere sostituita con qualche spezia di richiamo al Vermouth scelto. Ad esempio anice stellato o dello zenzero candito. Vesper Martini Per chi vuole fare più scena agitando uno shaker la notte di Capodanno, il Vesper Martini è un ottimo esercizio di polso.  Questa versione del Martini Cocktail, la cui celebrità si deve nientemeno che a James Bond, è l’ideale per chi ama i drink secchi ma non vuole esagerare con la gradazione. 6 cl di gin, 1,5 cl di vodka, 0,75 cl di Vermouth dry…rigorosamente “agitati non mescolati”. Alexander Per chi ama il dolce, la cremosità. Ecco il cocktail ideale per un fine cena dolce, accompagnato da un dessert al cucchiaio. Parti uguali di gin, panna fresca e crema di cacao scura, si agitano insieme con ghiaccio. Va servito in un bicchiere ben freddo.   La parte di gin si può sostituire con del Cognac, se amate i distillati da vino. Una grattugiata di noce moscata guarnisce il vostro cocktail dolce e cremoso. Gin Gin Mule Il Gin Gin Mule è il cugino dimenticato del Moscow Mule. Con il gin al posto della vodka, che dà un tocco più balsamico a questo drink a base di ginger beer e succo di lime. Menta, 15 ml di succo di lime e sciroppo di zucchero. Vengono pestati insieme a mo’ di Mojito, a cui si aggiungono 45 ml di gin e 25 ml di ginger beer. Servito nella classiche coppe di rame e guarnito con foglioline di menta e zenzero. Per una conclusione frizzante e piccante di fine anno. Non vi resta che decidere con quale drink salutare l’anno vecchio e brindare all’anno nuovo…cin cin!</p>
<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/5-cocktail-a-base-gin-con-cui-aspettare-la-mezzanotte/">5 cocktail a base Gin con cui aspettare la mezzanotte</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I cocktail a base di Gin che accompagneranno il tuo Capodanno</h1>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Che sia una semplice cena a casa fra amici oppure una festa in piena regola, aspettare la mezzanotte di Capodanno<strong> sorseggiando un buon drink a base gin</strong> è sempre una buona idea. Questo distillato estremamente versatile offre infinite possibilità di miscelazione, permettendo di raggiungere ottimi risultati anche senza essere un barman esperto. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Ecco alcune<strong> idee per un brindisi</strong> dall’aroma di ginepro e spezie.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un grande classico: il Gin Tonic
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									<p><span style="font-weight: 400;">Un’icona della miscelazione, facile da riprodurre e di grande scena. Un bicchiere <strong>tumbler</strong>, o perchè no, anche un bicchiere ampio da vino pieno di ghiaccio. Unite<strong> 4 cl del vostro <a href="https://thespiritualmachine.com/i-5-e-1-principali-tipi-di-gin/">gin preferito</a></strong> e <strong>8-10 cl di tonica</strong> di vostro gradimento.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">A seconda del gin scelto potete anche azzardare <strong>decorazioni insolite</strong> e scenografiche. Usate dei rametti di rosmarino, foglioline di salvia, grani di pepe rosa. Potete proporre un twist sulla classica guarnizione dello zest di limone, virando su esotici agrumi</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;"><strong>⅓ gin</strong>, <strong>⅓ bitter</strong> e <strong>⅓ Vermouth</strong> <strong>rosso</strong>: proporzioni secche e taglienti, l’esatto opposto di questo drink caldo e avvolgente. Il cocktail ideale per chi ama i gusti intensi e la nota amaricata. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">E’ un<strong> ottimo aperitivo e digestivo</strong>, e ben si accompagna con stuzzichini piccanti e fritti. Merita però una cena sostanziosa prima o dopo, perché la sua gradazione alcolica poderosa potrebbe sciogliere un po’ troppo gli animi nella notte di Capodanno.</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">La classica guarnizione con la <strong>fetta d’arancia</strong> può essere sostituita con qualche spezia di richiamo al Vermouth scelto. Ad esempio <strong>anice</strong> stellato o dello <strong>zenzero</strong> candito.</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Per chi vuole fare più scena agitando uno <strong>shaker</strong> la notte di Capodanno, il Vesper Martini è un ottimo esercizio di polso.  Questa versione del Martini Cocktail, la cui celebrità si deve nientemeno che a James Bond, è l’ideale per chi <strong>ama i drink secchi</strong> ma non vuole esagerare con la gradazione. <strong>6 cl di gin</strong>, <strong>1,5 cl di vodka</strong>,<strong> 0,75 cl di Vermouth dry</strong>…rigorosamente “<strong>agitati non mescolati</strong>”.</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Per chi <strong>ama il dolce</strong>, la cremosità. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Ecco il cocktail ideale per un <strong>fine cena</strong> dolce, accompagnato da un dessert al cucchiaio. Parti uguali di <strong>gin</strong>, <strong>panna fresca</strong> e c<strong>rema di cacao scura</strong>, si agitano insieme con ghiaccio. Va servito in un bicchiere ben freddo. </span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">La parte di gin si può sostituire con del <strong>Cognac</strong>, se amate i distillati da vino. Una grattugiata di <strong>noce moscata</strong> guarnisce il vostro cocktail dolce e cremoso.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Gin Gin Mule</h2>				</div>
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									<p>Il Gin Gin Mule è il cugino dimenticato del Moscow Mule. Con il gin al posto della vodka, che dà un <strong>tocco più balsamico</strong> a questo drink a base di ginger beer e succo di lime. <strong>Menta</strong>, <strong>15 ml di succo di lime</strong> e s<strong>ciroppo di zucchero</strong>. Vengono pestati insieme a mo’ di Mojito, a cui si aggiungono <strong>45 ml di gin</strong> e <strong>25 ml di ginger beer</strong>. Servito nella classiche coppe di rame e guarnito con foglioline di menta e zenzero.</p><p>Per una conclusione frizzante e piccante di fine anno.</p>								</div>
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									<p><strong>Non vi resta che decidere con quale drink salutare l’anno vecchio e brindare all’anno nuovo…cin cin!</strong></p>								</div>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17478" alt="dalla ricetta alla bottiglia" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-1024x576.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-768x432.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" >
				Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia			</a>
		</h3>
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			17 April 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Tempo di lettura stimato: 4 minuti Hai un&#8217;idea per uno spirit. Magari un vermouth fatto con il tuo vino. Magari un amaro che racconti il territorio della tua cantina. Il problema non è l&#8217;idea è tutto quello che viene dopo. La ricetta, il packaging, l&#8217;imbottigliamento, la burocrazia, i test di mercato. È esattamente lì che la maggior parte dei progetti si blocca. The Spiritual Machine esiste per sbloccarli e per portare dalla ricetta alla bottiglia in tempi che il mercato tradizionale non riesce nemmeno a immaginare. Tutto parte da una conversazione, non da un capitolato Il processo non inizia con un brief tecnico. Inizia con una domanda semplice: cosa vuoi raccontare con questo prodotto? Chi lo berrà, dove, in quale momento della giornata. The Spiritual Machine lavora con cantine, chef, hotel, imprenditori e brand e ogni progetto parte da lì, dall&#8217;identità di chi c&#8217;è dietro. Solo dopo si entra nel merito della ricetta. Questa fase può durare pochi giorni. Nel mercato tradizionale, lo stesso processo richiede spesso mesi solo per trovare un interlocutore disponibile. La ricetta: dove la creatività incontra la chimica Sviluppare una ricetta per uno spirit a base vino non è un&#8217;operazione casuale. Richiede competenze precise su botaniche, gradazioni alcoliche, tempi di macerazione e bilanciamento gustativo. The Spiritual Machine ha costruito un know-how su oltre 400 ricette validate vermouth, amari, bitter, cocktail RTD. Ogni nuova ricetta viene sviluppata internamente e testata in prototipo prima di passare alla produzione. Inoltre, gli ordini minimi partono da 250 bottiglie, contro le 3.000 o più richieste dagli standard di mercato. Questo significa che anche un primo lancio sperimentale è economicamente sostenibile. Dal prototipo alla bottiglia finita: packaging, etichettatura, burocrazia Quando la ricetta è approvata, inizia la fase produttiva. The Spiritual Machine coordina una rete di partner produttivi qualificati, non possiede una distilleria propria, ma gestisce l&#8217;intero processo dall&#8217;interno. Imbottigliamento, etichettatura, design del packaging: tutto viene sviluppato con l&#8217;obiettivo di creare un prodotto che comunichi l&#8217;identità del brand in modo immediato. Parallelamente, il team gestisce tutta la parte burocratica: accise, contrassegni, normative. È la parte che spaventa di più chi si avvicina al mondo spirits per la prima volta. Qui non devi occupartene tu. Il test di mercato: la fase che fa la differenza Produrre uno spirit è una cosa. Sapere se funziona davvero è un&#8217;altra. Per questo The Spiritual Machine affianca i clienti anche nella fase di validazione sul mercato mandando il prodotto in locali selezionati e raccogliendo feedback reali da bartender e consumatori. È una fase che molti saltano, convinti che basti lanciare. È invece quella che permette di aggiustare il tiro prima di investire in produzioni più grandi. Casi come il Vermouth Giò partito da 100 bottiglie e arrivato sugli scaffali di Eataly Los Angeles dimostrano cosa succede quando questa fase viene fatta bene. Dall&#8217;idea alla bottiglia finita, The Spiritual Machine riduce i tempi fino a dieci volte rispetto agli standard di mercato. Non perché tagli le fasi — ma perché le gestisce tutte internamente, in modo coordinato. Se stai pensando a uno spirit a base vino personalizzato e vuoi capire quanto può rendere concretamente, inizia da qui: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Quanto tempo ci vuole per sviluppare uno spirit con The Spiritual Machine? Il processo è fino a dieci volte più rapido rispetto agli standard tradizionali. Mentre il mercato richiede tipicamente da 12 a 18 mesi, The Spiritual Machine porta un prodotto dalla ricetta alla bottiglia finita in poche settimane, gestendo internamente ogni fase del processo. Qual è il numero minimo di bottiglie per iniziare una produzione? Gli ordini minimi partono da 250 bottiglie. Il mercato tradizionale richiede generalmente un minimo di 3.000 bottiglie o più. Questo rende possibile un primo lancio sperimentale senza dover sostenere investimenti sproporzionati rispetto alla fase iniziale del progetto. Chi gestisce la parte burocratica — accise, contrassegni, normative? The Spiritual Machine gestisce internamente tutta la parte amministrativa e regolatoria legata alla produzione di spirits. Il cliente non deve occuparsene. È uno degli elementi che distingue il modello end-to-end da quello di un semplice fornitore produttivo.</p>
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		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" aria-label="Read more about Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia" tabindex="-1" >
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				<article class="elementor-post elementor-grid-item post-17402 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-non-categorizzato" role="listitem">
				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17415" alt="RTD wine-based" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" >
				RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			26 March 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Immagina di essere a un festival estivo. Nessuno sta stappando una bottiglia di vino. Eppure tutti stanno bevendo qualcosa di fresco, immediato, scelto in tre secondi davanti a un frigo. Quello che hanno in mano è spesso un RTD wine-based — e quasi nessun produttore italiano lo sa ancora. Questo articolo spiega cosa sta succedendo, perché sta succedendo adesso, e cosa significa per chi fa vino in Italia. Perché questa categoria cresce così velocemente Tutto inizia da un paradosso. Il vino perde volumi. Ma le bevande nate dal vino crescono a un ritmo che quasi nessun altro segmento può vantare. Perché? Le nuove generazioni non hanno smesso di apprezzare il gusto del vino. Hanno semplicemente smesso di accettare il formato. Una bottiglia da 75cl richiede un bicchiere, un&#8217;occasione, un contesto. Un formato single-serve da 275 ml si apre, si beve, si porta ovunque. Inoltre, dal punto di vista fiscale, le bevande base vino godono di un vantaggio strutturale: nell&#8217;Unione Europea il vino fermo ha accisa zero. Quindi chi produce parte già con margini superiori rispetto agli spirit-based. I numeri che ogni produttore dovrebbe conoscere Negli USA il segmento cresce del +29,3% annuo. Rappresenta già quasi il 10% del vino fermo nel retail statunitense. In Germania le bevande ready-to-drink base vino sono diventate la categoria più consumata tra tutte le varianti RTD — in un mercato da 2,25 miliardi di dollari che raddoppierà entro il 2035. In Giappone, il segmento raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro il 2032. Nel frattempo, in Italia la categoria spirits segna -8,5% rispetto al 2019. Chi aspetta che i numeri italiani si riprendano da soli rischia di perdere la finestra giusta. Come costruire un prodotto che conquista davvero Un wine RTD che funziona non nasce da una buona idea. Nasce da scelte tecniche precise. Il profilo gustativo deve essere immediato: agrumi, frutti rossi, note tropicali. La dolcezza va calibrata con cura — troppo zucchero satura il consumatore dopo il primo sorso. Il finale deve essere secco, per invitare al sorso successivo. Anche la distribuzione non è un dettaglio secondario. I canali giusti per una bevanda pronta al consumo base vino sono convenience, festival, beach store e GDO refrigerata. Entrare nel canale sbagliato significa bruciare il prodotto prima ancora che il mercato lo conosca. Quello che una cantina italiana può fare adesso Molte cantine guardano questo mercato da lontano, convinte che serva una struttura produttiva dedicata. Non è così. The Spiritual Machine ha già sviluppato oltre 400 ricette validate e prodotto più di 250.000 bottiglie per cantine di ogni dimensione. Il processo è completo: dalla ricetta alla compliance, dalla produzione alla distribuzione. Tu porti il vino e la visione del prodotto. Noi traduciamo tutto in qualcosa che funziona sullo scaffale e nel bicchiere. Scopri i prodotti a base vino già sviluppati: https://thespiritualmachine.com/prodotti-a-base-vino/ Il mercato non aspetta. I vantaggi fiscali ci sono. I consumatori ci sono. La tecnologia produttiva c&#8217;è. Quello che manca, in molti casi, è solo il primo passo. Vuoi capire quanto può rendere concretamente una produzione a base vino? Calcolalo adesso: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Cosa sono gli RTD wine-based e perché se ne parla così tanto? Sono bevande alcoliche pronte al consumo che usano il vino come base invece dell&#8217;alcol neutro. Crescono perché rispondono a un bisogno reale: praticità, portabilità, immediatezza. E rispetto agli spirit-based godono di trattamenti fiscali più favorevoli — il che significa margini più alti per chi li produce. Perché il mercato cresce così velocemente proprio adesso? Perché le abitudini di consumo sono cambiate strutturalmente, non temporaneamente. I contesti di consumo si sono moltiplicati — festival, spiagge, aperitivi informali — e il vino tradizionale non riesce a presidiare questi momenti. Le bevande pronte al consumo base vino sì. Una cantina italiana può entrare in questo mercato senza investire in nuovi impianti? Sì. The Spiritual Machine gestisce l&#8217;intero processo operativo. Le cantine che lavorano con noi non affrontano investimenti in strutture o competenze interne. Portano il vino e la direzione del prodotto. Il resto lo costruiamo insieme.</p>
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		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" aria-label="Read more about RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare" tabindex="-1" >
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17375" alt="Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-1024x771.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-768x578.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-50x38.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-100x75.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2.png 1232w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" >
				Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			11 March 2026		</span>
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			<p>I vini aromatizzati rappresentano uno dei patrimoni più ricchi della tradizione italiana. Dalle radici storiche del Barolo Chinato ai bitter alla genziana, questi prodotti uniscono territorio, botaniche e artigianalità. In questa guida esplori storia, tecniche e tendenze attuali. Scoprirai anche il ruolo di questi spirits nella miscelazione moderna.   La storia dei vini aromatizzati: dalle origini alla tradizione italiana Dalla medicina alla convivialità Fin dalle origini, i vini aromatizzati erano strumenti di medicina e convivialità. La tecnica era semplice: si maceravano erbe, spezie e cortecce direttamente nel vino. Il risultato erano bevande dal gusto complesso, spesso usate a scopo terapeutico. Tra i prodotti più antichi spicca il Barolo Chinato. Si ottiene dall’infusione di corteccia di china nel famoso vino piemontese. I vini chinati erano una categoria molto diffusa nei secoli passati. Le origini del vermouth a Torino Il vermouth nasce come prodotto accessibile e diffuso. Si produceva mescolando erbe e spezie direttamente nel vino, senza tecniche di distillazione sofisticate. Torino è la sua città d’origine. Le campagne italiane ne hanno alimentato la diffusione per secoli.   Botaniche e tecniche di produzione dei vini aromatizzati Le erbe e le radici più usate Le botaniche variano a seconda della regione e della tradizione. Le più comuni sono la genziana, la china e le erbe amare tipiche dell’area mediterranea. Ogni produttore seleziona le sue combinazioni. Questo crea profili aromatici unici che rispecchiano il territorio. Il processo di macerazione La macerazione avviene tradizionalmente in alcol. La durata e la composizione delle tinture influenzano il profilo aromatico finale. Il Barolo Chinato, ad esempio, deve la sua nota amaricante principale alla corteccia di china. La scelta della botanica cambia in base alla zona geografica di produzione.   I vini aromatizzati più rappresentativi e le tendenze attuali Vermouth, amari e bitter: le grandi famiglie Tra i vini aromatizzati più noti troviamo il Vermouth di Torino, l’amaro e i bitter a base di genziana. Il vermouth può essere bianco, ambrato o rosso. Storicamente si preferivano vini bianchi e invecchiati come base. Oggi si sperimentano anche vini rossi come il Nebbiolo o il Dolcetto. La ripresa del mercato artigianale Negli ultimi anni cresce l’interesse per i vini aromatizzati di qualità. I produttori valorizzano le botaniche locali e le tecniche artigianali. Si diffondono anche i bitter a base di vino macerati con genziana. Il vermouth al Barolo, con tannini più evoluti, è un esempio di questa nuova tendenza.   Il ruolo dei vini aromatizzati nella miscelazione moderna Dal Negroni agli spritz: cocktail classici e innovativi I vini aromatizzati sono protagonisti nella mixology. Sono il cuore di classici come il Negroni. Si inseriscono perfettamente negli spritz moderni, spesso già pronti con vino e bitter abbinati. La loro versatilità permette di creare cocktail unici. I prodotti artigianali stanno ridando dignità storica a questi spirits. Le reinterpretazioni moderne li pongono al centro della mixology contemporanea. Conclusione: i vini aromatizzati, un patrimonio vivo da scoprire I vini aromatizzati uniscono storia, territorio e innovazione. Dal Barolo Chinato ai bitter alla genziana, ogni prodotto racconta una tradizione artigianale. Oggi questa tradizione si rinnova con nuove botaniche e tecniche di miscelazione. Hai voglia di sperimentare? Contattaci per creare il tuo spirits personalizzato a base vino. Porta il gusto della tradizione italiana nelle tue creazioni.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16727" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" >
				Dal Vino Ippocratico al Negroni			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			17 November 2025		</span>
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				<div class="elementor-post__excerpt">
			<p>Il vino, ingrediente vivo e radicato nelle culture di tutto il mondo, ha un ruolo chiave nella nascita della miscelazione moderna. Dalla sua origine come solvente medico nell&#8217;antichità fino ai cocktail iconici come il Negroni, questa bevanda ha accompagnato e plasmato le tecniche di miscelazione. In questo articolo ripercorreremo i traguardi storici e le evoluzioni che hanno fatto del vino il primo vero protagonista nell&#8217;arte del mixing, un ponte tra tradizione e innovazione nel mondo degli spirits. Il vino come primo solvente nella storia della miscelazione Fin dall’antichità, il vino ha ricoperto un ruolo fondamentale come solvente ed elemento di produzione di medicinali e rimedi. I primi enoliti di Galeno, ad esempio, erano preparati con vino, che rappresentava l’unico solvente alcolico disponibile prima della diffusione dell’alcol distillato. La sua alta capacità di estrazione e conservazione lo ha reso il compagno ideale delle macerazioni di erbe e spezie, dando origine alle prime essenze aromatiche destinate alla terapeutica e, successivamente, alla miscelazione. Nel Medioevo, la tecnica della distillazione del vino nacque in Europa, influenzata dagli alambicchi arabi arrivati in Italia. Grazie a questa capacità di creare il famigerato “acqua di vita,” il vino si affermò come base per preparare liquori e macerati più intensi e persistenti. La connessione tra vino e distillazione portò alla nascita del vermouth, che inizialmente era prodotto attraverso la macerazione di erbe nel vino. Questo prodotto storico, radicato nel Piemonte, rappresentò uno dei primi esempi di come il vino potesse essere trasformato in un’arte di miscelazione. Il grande salto e la rivoluzione del Negroni Nel XX secolo, il ruolo del vino nella miscelazione si consolidò grazie all&#8217;evoluzione dei prodotti e delle tecniche. Il vermouth di Torino, con la sua capacità di unire la conoscenza della macerazione con la territorialità, divenne la base per alcuni tra i cocktail più iconici al mondo, come il Negroni. Questo drink nasce dall&#8217;unione di vino aromatizzato (vermouth), bitter e gin, e nel corso degli anni ha visto crescere il suo successo globale. Secondo le analisi recenti, il Negroni rappresenta circa il 42% del consumo di cocktail a base vino, dimostrando quanto questa tradizione sia ancora radicata nel gusto contemporaneo. L&#8217;evoluzione del Negroni ha anche favorito la riscoperta di vini aromatizzati e prodotti a base di vino, spingendo i produttori a sperimentare con vari vitigni e botaniche, rafforzando il legame tra territorio e miscelazione. Inoltre, si osserva un&#8217;attenzione crescente al ruolo del vino nei cocktail ready-to-drink, favorite anche dalle nuove preferenze di consumo e dall&#8217;interesse per le bevande meno alcoliche. La cultura del vino come ingrediente versatile e di territorio Le tecniche di macerazione e le botaniche utilizzate danno al vino un ruolo trasversale e poliedrico nel mondo delle miscele. La tradizione italiana e francese, ad esempio, utilizzano vitigni locali come Moscato, Trebbiano e Vermentino per creare prodotti a seconda delle ricette e delle esigenze di gusto. Secondo gli esperti, il vino ha anche un ruolo di “firma territoriale”, portando in ogni bicchiere le caratteristiche genetiche del terroir di provenienza. Inoltre, la produzione artigianale di prodotti a base vino, come il Barolo Chinato o il Vermouth di Torino, continua a essere una linfa vitale per la miscelazione di oggi. Questi prodotti, spesso cerebrali e aromatici, sono ideali per la creazione di cocktail innovativi, capaci di raccontare storie di territori e tradizioni attraverso profumi e sapori unici. The Spiritual Machine e l’arte di creare spirits personalizzati Il legame tra vino e miscelazione è un campo di ricerca e sperimentazione aperto e in continua evoluzione. The Spiritual Machine si inserisce in questo contesto offrendo spirits personalizzati a base vino, studiati per valorizzare le peculiarità del territorio e le botaniche. Creando cocktail che rispettano la storia e le caratteristiche dei vitigni, si promuove una cultura del wine-based spirits innovativa e autentica. Per approfondire come il vino può essere protagonista in miscelazione e scoprire i nostri prodotti, visita il nostro sito o contattaci. Immergiti in un mondo di aromi e storie da bere e condividere.</p>
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="188" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-300x188.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17050" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-300x188.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-1024x643.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-768x482.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-50x31.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-100x63.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e.png 1376w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/la-rinascita-del-vermouth/" >
				La Rinascita del Vermouth			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			13 May 2025		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>La Rinascita del Vermouth: Storia, Marchi Storici e Utilizzo Moderno Il Vermouth, un&#8217;essenza italiana dalle radici millenarie che si intrecciano con l&#8217;antica arte dell&#8217;erboristeria, ha saputo conquistare il palato di generazioni con la sua complessa miscela di aromi e spezie. La sua storia si snoda tra le strade di Torino e i salotti della nobiltà europea, raccontando di antichi sapori e di tradizioni tramandate. Origini e Diffusione: Un Viaggio nel Tempo La leggenda narra che oltre due millenni fa, già si discuteva in Europa di un elisir a base di assenzio e origano, considerato all&#8217;epoca un vero e proprio farmaco. Tuttavia, fu Antonio Benedetto Carpano nel lontano 1786 a Torino a dare vita alla versione italiana commercializzata del Vermouth. Mescolando sapientemente il vino moscato con erbe aromatiche e spezie, tra cui l&#8217;artemisia, Carpano creò un prodotto unico che ben presto conquistò i palati più raffinati dell&#8217;epoca. Marchi Storici: Le Eccellenze del Vermouth Tra i marchi storici che hanno segnato il percorso di questa bevanda straordinaria, spiccano i nomi illustri di Carpano, Martini &amp; Rossi e Cocchi. Il marchio Carpano, legato al geniale inventore del Vermouth, è celebre per il suo Antica Formula, ingrediente imprescindibile per creare il leggendario Martinez, precursore del celebre Martini. Martini &amp; Rossi, fondato nel 1863, si distingue come uno dei brand più noti globalmente, con varianti come il &#8220;Fiero&#8221; e il &#8220;Rosso Amaranto&#8221;. Cocchi, con la sua nascita nel 1891, è riconosciuto per la produzione di Vermouth di alta qualità, tra cui il pregiato &#8220;Cocchi Tipo Esportazione&#8221;. Rinascita e Modernità: Il Fascino del Passato Rivisitato Dopo un momento di declino negli anni Ottanta, il Vermouth ha sperimentato una nuova vita, riconquistando il favore del pubblico sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa. La sua rinascita attuale vede la nascita di nuove sfumature e interpretazioni, accanto alla rivalutazione dei prodotti storici. Oggi, il mercato vanta circa 200 referenze di Vermouth, offrendo una vasta gamma di gusti e tipologie per soddisfare i palati più esigenti. Utilizzo Moderno: Tra Creatività e Tradizione Il Vermouth riveste un ruolo centrale nella mixology contemporanea, essendo un elemento imprescindibile in cocktail iconici come il Negroni e il Manhattan. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che come digestivo, dimostrando la capacità di adattarsi a molteplici contesti e preparazioni. La sua presenza è sinonimo di eleganza e raffinatezza, arricchendo ogni miscela con la sua complessa profondità di aromi. In conclusione, il Vermouth racchiude in sé secoli di sapori e tradizioni, incarnando l&#8217;eccellenza italiana capace di rinnovarsi nel tempo senza mai tradire le proprie origini. Un viaggio gustoso tra passato e presente, dove l&#8217;arte dell&#8217;erboristeria si fonde con la creatività contemporanea, regalando esperienze sensoriali uniche e indimenticabili. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="212" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16100" alt="9 prodotti a base vino" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1024x724.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-768x543.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1536x1086.png 1536w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-50x35.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-100x71.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1.png 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" >
				Prodotti a base Vino			</a>
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				<div class="elementor-post__meta-data">
					<span class="elementor-post-date">
			8 April 2025		</span>
				<span class="elementor-post-avatar">
			No Comments		</span>
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			<p>Trasformare il vino in vermouth artigianale e prodotti per la mixology In Italia, moltissime cantine custodiscono un potenziale inespresso: la possibilità di trasformare il vino in prodotti artigianali unici, pensati per il mondo della mixology, della gastronomia e della convivialità. The Spiritual Machine affianca le cantine italiane nello sviluppo di vermouth artigianali e altri prodotti a base vino, offrendo loro la possibilità di entrare in nuovi canali di consumo: cocktail bar, ristoranti, aperitivi e dopocena casalinghi. Come racconta Matteo Fornaca, CEO e Founder di The Spiritual Machine: “Nelle cantine italiane c’è un valore inespresso enorme. Un valore che sta nella possibilità di trasformare il vino in numerosi prodotti alla base della mixology, della gastronomia e della convivialità. Noi siamo al fianco delle cantine nello sviluppo del vermouth, e oggi con I Vini di Maremma mostriamo come una cantina possa essere protagonista anche nei cocktail bar, nei ristoranti, nell’aperitivo e nel dopocena casalingo.” Il progetto con la Cantina &#8216;I Vini di Maremma&#8217; La collaborazione con &#8216;I Vini di Maremma&#8217;, una delle realtà vitivinicole più storiche della Maremma, nasce dal desiderio di ampliare l’offerta di prodotti restando fedeli alla base vino. Come spiega Donata Vieri, direttrice della cantina: “Il nostro obiettivo era offrire una base vino ben rielaborata e strutturata, in grado di raccontare le diverse anime della nostra cantina. Ampliare la gamma di prodotti, rimanendo legati al vino, ci consente di dialogare con i consumatori in modi nuovi e più ampi.” Grazie al supporto di Confcooperative Fedagripesca, il contatto con The Spiritual Machine si è trasformato in un vero progetto. “Abbiamo percepito che lavorare con una struttura così professionale come The Spiritual Machine poteva generare un valore aggiunto alle nostre competenze, oltre che un piacere personale e di gusto.” – conclude Donata Vieri. Un concept che unisce terra, femminilità e trasformazione Il concept creativo della linea sviluppata con I Vini di Maremma si ispira all’alchimia e al legame profondo tra la femminilità, la terra e il processo di trasformazione.Ogni prodotto incarna un principio chiave, visibile anche nel design delle etichette, che saranno presentate ufficialmente a Vinitaly. Le illustrazioni rappresentano muse alchemiche, simboli di trasformazione in continua evoluzione: volti che si fondono con alberi, corone che si trasformano in rami, corpi attraversati da radici. Un linguaggio visivo potente, che racconta la natura mutevole del vino e della creatività. Chi è The Spiritual Machine The Spiritual Machine è una startup innovativa fondata a Torino nel 2017 da Matteo Fornaca e Matteo Dispenza. L’azienda si occupa di creazione di vermouth, gin, amari e liquori personalizzati, accompagnando cantine, ristoratori e imprenditori in ogni fase del progetto: dalla ricetta alla produzione. Con oltre 200.000 bottiglie prodotte, The Spiritual Machine ha creato alcolici personalizzati per bar, ristoranti, chef e hotel in Italia e all’estero.I prodotti nati da queste collaborazioni hanno ricevuto 23 riconoscimenti internazionali, tra cui i World Vermouth Awards 2024 e i Gin Masters 2024. Chi sono I Vini di Maremma La Cantina I Vini di Maremma nasce nel 1954 vicino a Grosseto, nel contesto della riforma agraria promossa dall’Ente Maremma. Fondata da un piccolo gruppo di vignaioli, è oggi una delle cooperative più rappresentative della regione. Con 450 ettari di vigneti e 210 soci attivi, la cantina continua a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione del territorio, mantenendo un forte legame con la tradizione e una visione moderna della produzione vitivinicola. Vuoi trasformare il tuo vino in qualcosa di unico? Se anche tu rappresenti una cantina e vuoi scoprire come trasformare il tuo vino in un vermouth artigianale o in un prodotto personalizzato, The Spiritual Machine è al tuo fianco per sviluppare un progetto originale, di qualità e adatto al tuo mercato. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Contattaci per iniziare insieme questo percorso. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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		<title>I 5+1 principali tipi di gin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 09:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti storici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le principali tipologie di gin La definizione di gin è stabilita dal Regolamento Europeo 787/2019, che definisce questa bevanda come: &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#8211;&#160; &#160;ottenuta mediante aromatizzazione con bacche &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;di ginepro di alcol di origine agricola &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;&#8211;&#160; &#160;dalla gradazione minima di 37,5% vol/vol E’ permesso inoltre l’uso di sostanze aromatizzanti o preparazioni aromatiche, solo nella misura in cui queste lascino il ginepro come nota aromatica dominante. La menzione dry è riservata solo a quei gin con un contenuto di zucchero inferiore a 0,1 g/l. Queste regole poco stringenti, hanno permesso al mondo del gin di esplorare diversi metodi produttivi e ingredienti, dando vita ad alcuni tipi riconosciuti di questo distillato. Vediamo insieme quali&#8230; Gin Distilled Questi gin sono ottenuti esclusivamente mediante distillazione di alcol etilico a 96% vol/vol in presenza di bacche di ginepro e delle piante aromatiche scelte. Anche in questo caso la gradazione minima è di 37,5% vol/vol. Molti di questi gin in commercio sono aromatizzati successivamente alla distillazione con piante aromatiche o frutti posti in macerazione: in questo modo si dona colore al distillato e un’ulteriore carica aromatica, elementi che andrebbero persi in distillazione. Illustrazione di un Alambicco Fragole, lampone e ribes rosso sono gli aromatizzanti che si ritrovano nel Gordon’s Premium Pink, un distilled gin dal colore rosa brillante. London Dry Gin Il London Gin è ottenuto esclusivamente mediante distillazione di alcol etilico in presenza di tutte le piante aromatiche scelte. Presenta una regolamentazione più stringente, dove viene specificato il limite di metanolo (5 g/hl di alcole a 100% vol/vol), e viene altresì vietato l’utilizzo di coloranti ed edulcoranti. Il ciclo di distillazione deve concludersi con un distillato dalla gradazione minima di 70% vol/vol. In seguito può essere abbassata per la commercializzazione non al di sotto dei 37,5% vol/vol. E’ forse il più classico e il più apprezzato dei gin. Sono iconici il Tanqueray con il suo aroma agrumato, e il Bombay Sapphire delicato e floreale. Compound Gin I Compound Gin sono frutto del blend fra alcolati già pronti e un alcol base. E’ perciò un metodo a freddo, che trova le sue origini nei cosiddetti bathtub gin dei tempi del Proibizionismo. Questi gin di contrabbando erano fatti mettendo in infusione nell’alcol ginepro e spezie, senza passare per la distillazione, ottenendo così un gin “sporco”, non limpido. I contenitori di macerazione erano spesso di fortuna, come appunto vecchie vasche da bagno. Oggi si utilizzano vasche di acciaio in cui vengono miscelati nelle quantità desiderate i vari alcolati, frutto di distillazioni precedenti delle piante aromatiche. Una nuova tendenza dentro questa famiglia di gin è il blended gin, ottenuto dal mix di alcolati di singole piante aromatiche, distillate in discontinuo. Tra i gin compound vale la pena menzionare il Bathtub Gin di Ableforth’s, prodotto ancora nello stile del proibizionismo. Viene prodotto infatti un distillato di ginepro, di cui una parte è utilizzata per mettere in infusione le botaniche fresche. Il risultato è un Gin Compound che esalta particolarmente gli aromi delle erbe aromatiche, senza passarle in distillazione. Plymouth gin Prima della Brexit era l’unica IGT di gin, oggi rimane solo una tipologia di gin in commercio. E’ un gin tradizionale, prodotto nell’omonima città inglese a partire da 7 botaniche, utilizzando un alambicco particolare. Il Plymouth gin è prodotto dalla Black Friars Distillery, unica distilleria rimasta nella cittadina, nonché la più antica del paese. Old Tom gin Questa tipologia è forse la madre di tutte le altre, con il suo gusto dolce dato dalla liquirizia. Oggi si ottiene con una selezione di botaniche distillate a caldo e l’aggiunta di zucchero in percentuale che varia dal 2 al 5%. L’Old Tom di Hayman’s è una riproduzione fedele di questo prodotto molto apprezzato nell’Inghilterra vittoriana. Illustrazione di un Alambicco Sloe Gin Infine questo prodotto che non è propriamente un gin, bensì un liquore a base di gin. Le famiglie inglesi producevano, ciascuna secondo la propria ricetta, questo liquore rosso. Veniva poi offerto a fine pasto, aggiungendo prugnole acidule e zucchero al gin. Il liquore ha una gradazione inferiore a quella del gin, anche se ne conserva la nota intensa e balsamica di ginepro. Oltre alle grandi distillerie, stanno emergendo sul mercato anche prodotti più artigianali e di piccoli produttori. The Spiritual Machine nasce proprio per dare forma alle idee dei nuovi produttori che si affacciano sul mercato, garantendo artigianalità e un’altissima qualità di alcolati e tinture. Se hai uno “spirits nel cassetto”, sia un gin o un botanicals, prenota una consulenza con il nostro team.</p>
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									<p><span style="font-weight: 400;">La definizione di gin è stabilita dal <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0787&amp;from=EN">Regolamento Europeo 787/2019</a>, che definisce questa bevanda come:</span></p><p><span style="font-weight: 400;">                            &#8211;   ottenuta mediante <strong>aromatizzazione con bacche </strong></span></p><p><span style="font-weight: 400;">                               di ginepro di alcol di origine agricola</span></p><p><span style="font-weight: 400;">                           &#8211;   dalla gradazione minima di 37,5% vol/vol</span></p><p><span style="font-weight: 400;">E’ permesso inoltre l’uso di <strong>sostanze aromatizzanti</strong> o <strong>preparazioni aromatiche</strong>, solo nella misura in cui queste lascino il ginepro come nota aromatica dominante. La menzione <strong>dry</strong> è riservata solo a quei gin con un contenuto di zucchero inferiore a 0,1 g/l.</span></p><p> </p><p>Queste regole poco stringenti, hanno permesso al mondo del gin di esplorare <strong>diversi metodi produttivi</strong> e ingredienti, dando vita ad alcuni tipi riconosciuti di questo distillato. Vediamo insieme quali&#8230;</p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Questi gin sono ottenuti esclusivamente mediante <strong>distillazione di alcol etilico a 96% vol/vol</strong> in presenza di bacche di ginepro e delle piante aromatiche scelte. Anche in questo caso la gradazione minima è di 37,5% vol/vol.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Molti di questi gin in commercio sono <strong>aromatizzati successivamente alla distillazione</strong> con piante aromatiche o frutti posti in macerazione: in questo modo si dona colore al distillato e un’ulteriore carica aromatica, elementi che andrebbero persi in distillazione.</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Il London Gin è ottenuto esclusivamente mediante <strong>distillazione di alcol etilico in presenza di tutte le piante aromatiche scelte</strong>. Presenta una regolamentazione più stringente, dove viene specificato il limite di metanolo (5 g/hl di alcole a 100% vol/vol), e viene altresì vietato l’utilizzo di coloranti ed edulcoranti. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il ciclo di distillazione deve concludersi con un <strong>distillato dalla gradazione minima di 70% vol/vol</strong>. In seguito può essere abbassata per la commercializzazione non al di sotto dei 37,5% vol/vol.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Compound Gin </h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">I Compound Gin sono frutto del blend fra alcolati già pronti e un alcol base. E’ perciò un metodo a freddo, che trova le sue origini nei cosiddetti </span><strong><i>bathtub gin</i></strong><span style="font-weight: 400;"> dei tempi del <strong>Proibizionismo</strong>. Questi gin di contrabbando erano fatti mettendo in i<strong>nfusione nell’alcol ginepro e spezie, senza passare per la distillazione</strong>, ottenendo così un gin “sporco”, non limpido. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">I contenitori di macerazione erano spesso di fortuna, come appunto vecchie <strong>vasche da bagno</strong>. Oggi si utilizzano vasche di acciaio in cui vengono miscelati nelle quantità desiderate i vari alcolati, frutto di distillazioni precedenti delle piante aromatiche. Una nuova tendenza dentro questa famiglia di gin è il </span><b>blended gin</b><span style="font-weight: 400;">,</span> <span style="font-weight: 400;">ottenuto dal mix di alcolati di singole piante aromatiche, distillate in discontinuo.</span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Tra i gin compound vale la pena menzionare il <strong>Bathtub Gin di Ableforth’s</strong>, prodotto ancora nello stile del proibizionismo. Viene prodotto infatti un distillato di ginepro, di cui una parte è utilizzata per mettere in infusione le botaniche fresche. Il risultato è un <strong>Gin Compound che esalta particolarmente gli aromi delle erbe aromatiche</strong>, senza passarle in distillazione.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Plymouth gin</h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Prima della Brexit era l’unica IGT di gin, oggi rimane <strong>solo una tipologia di gin in commercio</strong>. E’ un gin tradizionale, prodotto nell’omonima città inglese a partire da <strong>7 botaniche</strong>, utilizzando un alambicco particolare. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Plymouth gin</strong> è prodotto dalla <strong>Black Friars Distillery,</strong> unica distilleria rimasta nella cittadina, nonché la più antica del paese.</span></p>								</div>
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Old Tom gin
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									<p><span style="font-weight: 400;">Questa tipologia è forse <strong>la madre di tutte le altre,</strong> con il suo gusto dolce dato dalla <strong>liquirizia</strong>. Oggi si ottiene con una <strong>selezione di botaniche distillate a caldo</strong> e l’aggiunta di zucchero in percentuale che varia dal 2 al 5%. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">L’<strong>Old Tom di Hayman’s</strong> è una riproduzione fedele di questo prodotto molto apprezzato nell’Inghilterra vittoriana.</span></p>								</div>
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									<p style="text-align: center;"><strong>Illustrazione di un Alambicco</strong></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Sloe Gin </h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Infine questo prodotto che non è propriamente un gin, bensì un <strong>liquore a base di gin</strong>. Le famiglie inglesi producevano, ciascuna secondo la propria ricetta, questo liquore rosso. Veniva poi offerto a fine pasto, aggiungendo prugnole acidule e zucchero al gin. Il liquore ha una gradazione inferiore a quella del gin, anche se ne <strong>conserva la nota intensa e balsamica di ginepro</strong>. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Oltre alle grandi distillerie, stanno emergendo sul mercato anche <strong>prodotti più artigianali e di piccoli produttori.</strong></span></p>								</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">The Spiritual Machine <strong>nasce proprio per dare forma alle idee dei nuovi produttori</strong> che si affacciano sul mercato, garantendo artigianalità e un’altissima qualità di alcolati e tinture.</span></p><p> </p><p><strong>Se hai uno “spirits nel cassetto”, sia un gin o un botanicals, <a href="https://thespiritualmachine.com/contatti/">prenota una consulenza</a> con il nostro team.</strong></p>								</div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" >
				Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia			</a>
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			17 April 2026		</span>
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			<p>Tempo di lettura stimato: 4 minuti Hai un&#8217;idea per uno spirit. Magari un vermouth fatto con il tuo vino. Magari un amaro che racconti il territorio della tua cantina. Il problema non è l&#8217;idea è tutto quello che viene dopo. La ricetta, il packaging, l&#8217;imbottigliamento, la burocrazia, i test di mercato. È esattamente lì che la maggior parte dei progetti si blocca. The Spiritual Machine esiste per sbloccarli e per portare dalla ricetta alla bottiglia in tempi che il mercato tradizionale non riesce nemmeno a immaginare. Tutto parte da una conversazione, non da un capitolato Il processo non inizia con un brief tecnico. Inizia con una domanda semplice: cosa vuoi raccontare con questo prodotto? Chi lo berrà, dove, in quale momento della giornata. The Spiritual Machine lavora con cantine, chef, hotel, imprenditori e brand e ogni progetto parte da lì, dall&#8217;identità di chi c&#8217;è dietro. Solo dopo si entra nel merito della ricetta. Questa fase può durare pochi giorni. Nel mercato tradizionale, lo stesso processo richiede spesso mesi solo per trovare un interlocutore disponibile. La ricetta: dove la creatività incontra la chimica Sviluppare una ricetta per uno spirit a base vino non è un&#8217;operazione casuale. Richiede competenze precise su botaniche, gradazioni alcoliche, tempi di macerazione e bilanciamento gustativo. The Spiritual Machine ha costruito un know-how su oltre 400 ricette validate vermouth, amari, bitter, cocktail RTD. Ogni nuova ricetta viene sviluppata internamente e testata in prototipo prima di passare alla produzione. Inoltre, gli ordini minimi partono da 250 bottiglie, contro le 3.000 o più richieste dagli standard di mercato. Questo significa che anche un primo lancio sperimentale è economicamente sostenibile. Dal prototipo alla bottiglia finita: packaging, etichettatura, burocrazia Quando la ricetta è approvata, inizia la fase produttiva. The Spiritual Machine coordina una rete di partner produttivi qualificati, non possiede una distilleria propria, ma gestisce l&#8217;intero processo dall&#8217;interno. Imbottigliamento, etichettatura, design del packaging: tutto viene sviluppato con l&#8217;obiettivo di creare un prodotto che comunichi l&#8217;identità del brand in modo immediato. Parallelamente, il team gestisce tutta la parte burocratica: accise, contrassegni, normative. È la parte che spaventa di più chi si avvicina al mondo spirits per la prima volta. Qui non devi occupartene tu. Il test di mercato: la fase che fa la differenza Produrre uno spirit è una cosa. Sapere se funziona davvero è un&#8217;altra. Per questo The Spiritual Machine affianca i clienti anche nella fase di validazione sul mercato mandando il prodotto in locali selezionati e raccogliendo feedback reali da bartender e consumatori. È una fase che molti saltano, convinti che basti lanciare. È invece quella che permette di aggiustare il tiro prima di investire in produzioni più grandi. Casi come il Vermouth Giò partito da 100 bottiglie e arrivato sugli scaffali di Eataly Los Angeles dimostrano cosa succede quando questa fase viene fatta bene. Dall&#8217;idea alla bottiglia finita, The Spiritual Machine riduce i tempi fino a dieci volte rispetto agli standard di mercato. Non perché tagli le fasi — ma perché le gestisce tutte internamente, in modo coordinato. Se stai pensando a uno spirit a base vino personalizzato e vuoi capire quanto può rendere concretamente, inizia da qui: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Quanto tempo ci vuole per sviluppare uno spirit con The Spiritual Machine? Il processo è fino a dieci volte più rapido rispetto agli standard tradizionali. Mentre il mercato richiede tipicamente da 12 a 18 mesi, The Spiritual Machine porta un prodotto dalla ricetta alla bottiglia finita in poche settimane, gestendo internamente ogni fase del processo. Qual è il numero minimo di bottiglie per iniziare una produzione? Gli ordini minimi partono da 250 bottiglie. Il mercato tradizionale richiede generalmente un minimo di 3.000 bottiglie o più. Questo rende possibile un primo lancio sperimentale senza dover sostenere investimenti sproporzionati rispetto alla fase iniziale del progetto. Chi gestisce la parte burocratica — accise, contrassegni, normative? The Spiritual Machine gestisce internamente tutta la parte amministrativa e regolatoria legata alla produzione di spirits. Il cliente non deve occuparsene. È uno degli elementi che distingue il modello end-to-end da quello di un semplice fornitore produttivo.</p>
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		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" aria-label="Read more about Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia" tabindex="-1" >
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17415" alt="RTD wine-based" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" >
				RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			26 March 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Immagina di essere a un festival estivo. Nessuno sta stappando una bottiglia di vino. Eppure tutti stanno bevendo qualcosa di fresco, immediato, scelto in tre secondi davanti a un frigo. Quello che hanno in mano è spesso un RTD wine-based — e quasi nessun produttore italiano lo sa ancora. Questo articolo spiega cosa sta succedendo, perché sta succedendo adesso, e cosa significa per chi fa vino in Italia. Perché questa categoria cresce così velocemente Tutto inizia da un paradosso. Il vino perde volumi. Ma le bevande nate dal vino crescono a un ritmo che quasi nessun altro segmento può vantare. Perché? Le nuove generazioni non hanno smesso di apprezzare il gusto del vino. Hanno semplicemente smesso di accettare il formato. Una bottiglia da 75cl richiede un bicchiere, un&#8217;occasione, un contesto. Un formato single-serve da 275 ml si apre, si beve, si porta ovunque. Inoltre, dal punto di vista fiscale, le bevande base vino godono di un vantaggio strutturale: nell&#8217;Unione Europea il vino fermo ha accisa zero. Quindi chi produce parte già con margini superiori rispetto agli spirit-based. I numeri che ogni produttore dovrebbe conoscere Negli USA il segmento cresce del +29,3% annuo. Rappresenta già quasi il 10% del vino fermo nel retail statunitense. In Germania le bevande ready-to-drink base vino sono diventate la categoria più consumata tra tutte le varianti RTD — in un mercato da 2,25 miliardi di dollari che raddoppierà entro il 2035. In Giappone, il segmento raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro il 2032. Nel frattempo, in Italia la categoria spirits segna -8,5% rispetto al 2019. Chi aspetta che i numeri italiani si riprendano da soli rischia di perdere la finestra giusta. Come costruire un prodotto che conquista davvero Un wine RTD che funziona non nasce da una buona idea. Nasce da scelte tecniche precise. Il profilo gustativo deve essere immediato: agrumi, frutti rossi, note tropicali. La dolcezza va calibrata con cura — troppo zucchero satura il consumatore dopo il primo sorso. Il finale deve essere secco, per invitare al sorso successivo. Anche la distribuzione non è un dettaglio secondario. I canali giusti per una bevanda pronta al consumo base vino sono convenience, festival, beach store e GDO refrigerata. Entrare nel canale sbagliato significa bruciare il prodotto prima ancora che il mercato lo conosca. Quello che una cantina italiana può fare adesso Molte cantine guardano questo mercato da lontano, convinte che serva una struttura produttiva dedicata. Non è così. The Spiritual Machine ha già sviluppato oltre 400 ricette validate e prodotto più di 250.000 bottiglie per cantine di ogni dimensione. Il processo è completo: dalla ricetta alla compliance, dalla produzione alla distribuzione. Tu porti il vino e la visione del prodotto. Noi traduciamo tutto in qualcosa che funziona sullo scaffale e nel bicchiere. Scopri i prodotti a base vino già sviluppati: https://thespiritualmachine.com/prodotti-a-base-vino/ Il mercato non aspetta. I vantaggi fiscali ci sono. I consumatori ci sono. La tecnologia produttiva c&#8217;è. Quello che manca, in molti casi, è solo il primo passo. Vuoi capire quanto può rendere concretamente una produzione a base vino? Calcolalo adesso: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Cosa sono gli RTD wine-based e perché se ne parla così tanto? Sono bevande alcoliche pronte al consumo che usano il vino come base invece dell&#8217;alcol neutro. Crescono perché rispondono a un bisogno reale: praticità, portabilità, immediatezza. E rispetto agli spirit-based godono di trattamenti fiscali più favorevoli — il che significa margini più alti per chi li produce. Perché il mercato cresce così velocemente proprio adesso? Perché le abitudini di consumo sono cambiate strutturalmente, non temporaneamente. I contesti di consumo si sono moltiplicati — festival, spiagge, aperitivi informali — e il vino tradizionale non riesce a presidiare questi momenti. Le bevande pronte al consumo base vino sì. Una cantina italiana può entrare in questo mercato senza investire in nuovi impianti? Sì. The Spiritual Machine gestisce l&#8217;intero processo operativo. Le cantine che lavorano con noi non affrontano investimenti in strutture o competenze interne. Portano il vino e la direzione del prodotto. Il resto lo costruiamo insieme.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17375" alt="Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-1024x771.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-768x578.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-50x38.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-100x75.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2.png 1232w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" >
				Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			11 March 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>I vini aromatizzati rappresentano uno dei patrimoni più ricchi della tradizione italiana. Dalle radici storiche del Barolo Chinato ai bitter alla genziana, questi prodotti uniscono territorio, botaniche e artigianalità. In questa guida esplori storia, tecniche e tendenze attuali. Scoprirai anche il ruolo di questi spirits nella miscelazione moderna.   La storia dei vini aromatizzati: dalle origini alla tradizione italiana Dalla medicina alla convivialità Fin dalle origini, i vini aromatizzati erano strumenti di medicina e convivialità. La tecnica era semplice: si maceravano erbe, spezie e cortecce direttamente nel vino. Il risultato erano bevande dal gusto complesso, spesso usate a scopo terapeutico. Tra i prodotti più antichi spicca il Barolo Chinato. Si ottiene dall’infusione di corteccia di china nel famoso vino piemontese. I vini chinati erano una categoria molto diffusa nei secoli passati. Le origini del vermouth a Torino Il vermouth nasce come prodotto accessibile e diffuso. Si produceva mescolando erbe e spezie direttamente nel vino, senza tecniche di distillazione sofisticate. Torino è la sua città d’origine. Le campagne italiane ne hanno alimentato la diffusione per secoli.   Botaniche e tecniche di produzione dei vini aromatizzati Le erbe e le radici più usate Le botaniche variano a seconda della regione e della tradizione. Le più comuni sono la genziana, la china e le erbe amare tipiche dell’area mediterranea. Ogni produttore seleziona le sue combinazioni. Questo crea profili aromatici unici che rispecchiano il territorio. Il processo di macerazione La macerazione avviene tradizionalmente in alcol. La durata e la composizione delle tinture influenzano il profilo aromatico finale. Il Barolo Chinato, ad esempio, deve la sua nota amaricante principale alla corteccia di china. La scelta della botanica cambia in base alla zona geografica di produzione.   I vini aromatizzati più rappresentativi e le tendenze attuali Vermouth, amari e bitter: le grandi famiglie Tra i vini aromatizzati più noti troviamo il Vermouth di Torino, l’amaro e i bitter a base di genziana. Il vermouth può essere bianco, ambrato o rosso. Storicamente si preferivano vini bianchi e invecchiati come base. Oggi si sperimentano anche vini rossi come il Nebbiolo o il Dolcetto. La ripresa del mercato artigianale Negli ultimi anni cresce l’interesse per i vini aromatizzati di qualità. I produttori valorizzano le botaniche locali e le tecniche artigianali. Si diffondono anche i bitter a base di vino macerati con genziana. Il vermouth al Barolo, con tannini più evoluti, è un esempio di questa nuova tendenza.   Il ruolo dei vini aromatizzati nella miscelazione moderna Dal Negroni agli spritz: cocktail classici e innovativi I vini aromatizzati sono protagonisti nella mixology. Sono il cuore di classici come il Negroni. Si inseriscono perfettamente negli spritz moderni, spesso già pronti con vino e bitter abbinati. La loro versatilità permette di creare cocktail unici. I prodotti artigianali stanno ridando dignità storica a questi spirits. Le reinterpretazioni moderne li pongono al centro della mixology contemporanea. Conclusione: i vini aromatizzati, un patrimonio vivo da scoprire I vini aromatizzati uniscono storia, territorio e innovazione. Dal Barolo Chinato ai bitter alla genziana, ogni prodotto racconta una tradizione artigianale. Oggi questa tradizione si rinnova con nuove botaniche e tecniche di miscelazione. Hai voglia di sperimentare? Contattaci per creare il tuo spirits personalizzato a base vino. Porta il gusto della tradizione italiana nelle tue creazioni.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16727" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" >
				Dal Vino Ippocratico al Negroni			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			17 November 2025		</span>
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			<p>Il vino, ingrediente vivo e radicato nelle culture di tutto il mondo, ha un ruolo chiave nella nascita della miscelazione moderna. Dalla sua origine come solvente medico nell&#8217;antichità fino ai cocktail iconici come il Negroni, questa bevanda ha accompagnato e plasmato le tecniche di miscelazione. In questo articolo ripercorreremo i traguardi storici e le evoluzioni che hanno fatto del vino il primo vero protagonista nell&#8217;arte del mixing, un ponte tra tradizione e innovazione nel mondo degli spirits. Il vino come primo solvente nella storia della miscelazione Fin dall’antichità, il vino ha ricoperto un ruolo fondamentale come solvente ed elemento di produzione di medicinali e rimedi. I primi enoliti di Galeno, ad esempio, erano preparati con vino, che rappresentava l’unico solvente alcolico disponibile prima della diffusione dell’alcol distillato. La sua alta capacità di estrazione e conservazione lo ha reso il compagno ideale delle macerazioni di erbe e spezie, dando origine alle prime essenze aromatiche destinate alla terapeutica e, successivamente, alla miscelazione. Nel Medioevo, la tecnica della distillazione del vino nacque in Europa, influenzata dagli alambicchi arabi arrivati in Italia. Grazie a questa capacità di creare il famigerato “acqua di vita,” il vino si affermò come base per preparare liquori e macerati più intensi e persistenti. La connessione tra vino e distillazione portò alla nascita del vermouth, che inizialmente era prodotto attraverso la macerazione di erbe nel vino. Questo prodotto storico, radicato nel Piemonte, rappresentò uno dei primi esempi di come il vino potesse essere trasformato in un’arte di miscelazione. Il grande salto e la rivoluzione del Negroni Nel XX secolo, il ruolo del vino nella miscelazione si consolidò grazie all&#8217;evoluzione dei prodotti e delle tecniche. Il vermouth di Torino, con la sua capacità di unire la conoscenza della macerazione con la territorialità, divenne la base per alcuni tra i cocktail più iconici al mondo, come il Negroni. Questo drink nasce dall&#8217;unione di vino aromatizzato (vermouth), bitter e gin, e nel corso degli anni ha visto crescere il suo successo globale. Secondo le analisi recenti, il Negroni rappresenta circa il 42% del consumo di cocktail a base vino, dimostrando quanto questa tradizione sia ancora radicata nel gusto contemporaneo. L&#8217;evoluzione del Negroni ha anche favorito la riscoperta di vini aromatizzati e prodotti a base di vino, spingendo i produttori a sperimentare con vari vitigni e botaniche, rafforzando il legame tra territorio e miscelazione. Inoltre, si osserva un&#8217;attenzione crescente al ruolo del vino nei cocktail ready-to-drink, favorite anche dalle nuove preferenze di consumo e dall&#8217;interesse per le bevande meno alcoliche. La cultura del vino come ingrediente versatile e di territorio Le tecniche di macerazione e le botaniche utilizzate danno al vino un ruolo trasversale e poliedrico nel mondo delle miscele. La tradizione italiana e francese, ad esempio, utilizzano vitigni locali come Moscato, Trebbiano e Vermentino per creare prodotti a seconda delle ricette e delle esigenze di gusto. Secondo gli esperti, il vino ha anche un ruolo di “firma territoriale”, portando in ogni bicchiere le caratteristiche genetiche del terroir di provenienza. Inoltre, la produzione artigianale di prodotti a base vino, come il Barolo Chinato o il Vermouth di Torino, continua a essere una linfa vitale per la miscelazione di oggi. Questi prodotti, spesso cerebrali e aromatici, sono ideali per la creazione di cocktail innovativi, capaci di raccontare storie di territori e tradizioni attraverso profumi e sapori unici. The Spiritual Machine e l’arte di creare spirits personalizzati Il legame tra vino e miscelazione è un campo di ricerca e sperimentazione aperto e in continua evoluzione. The Spiritual Machine si inserisce in questo contesto offrendo spirits personalizzati a base vino, studiati per valorizzare le peculiarità del territorio e le botaniche. Creando cocktail che rispettano la storia e le caratteristiche dei vitigni, si promuove una cultura del wine-based spirits innovativa e autentica. Per approfondire come il vino può essere protagonista in miscelazione e scoprire i nostri prodotti, visita il nostro sito o contattaci. Immergiti in un mondo di aromi e storie da bere e condividere.</p>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/la-rinascita-del-vermouth/" >
				La Rinascita del Vermouth			</a>
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			13 May 2025		</span>
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			<p>La Rinascita del Vermouth: Storia, Marchi Storici e Utilizzo Moderno Il Vermouth, un&#8217;essenza italiana dalle radici millenarie che si intrecciano con l&#8217;antica arte dell&#8217;erboristeria, ha saputo conquistare il palato di generazioni con la sua complessa miscela di aromi e spezie. La sua storia si snoda tra le strade di Torino e i salotti della nobiltà europea, raccontando di antichi sapori e di tradizioni tramandate. Origini e Diffusione: Un Viaggio nel Tempo La leggenda narra che oltre due millenni fa, già si discuteva in Europa di un elisir a base di assenzio e origano, considerato all&#8217;epoca un vero e proprio farmaco. Tuttavia, fu Antonio Benedetto Carpano nel lontano 1786 a Torino a dare vita alla versione italiana commercializzata del Vermouth. Mescolando sapientemente il vino moscato con erbe aromatiche e spezie, tra cui l&#8217;artemisia, Carpano creò un prodotto unico che ben presto conquistò i palati più raffinati dell&#8217;epoca. Marchi Storici: Le Eccellenze del Vermouth Tra i marchi storici che hanno segnato il percorso di questa bevanda straordinaria, spiccano i nomi illustri di Carpano, Martini &amp; Rossi e Cocchi. Il marchio Carpano, legato al geniale inventore del Vermouth, è celebre per il suo Antica Formula, ingrediente imprescindibile per creare il leggendario Martinez, precursore del celebre Martini. Martini &amp; Rossi, fondato nel 1863, si distingue come uno dei brand più noti globalmente, con varianti come il &#8220;Fiero&#8221; e il &#8220;Rosso Amaranto&#8221;. Cocchi, con la sua nascita nel 1891, è riconosciuto per la produzione di Vermouth di alta qualità, tra cui il pregiato &#8220;Cocchi Tipo Esportazione&#8221;. Rinascita e Modernità: Il Fascino del Passato Rivisitato Dopo un momento di declino negli anni Ottanta, il Vermouth ha sperimentato una nuova vita, riconquistando il favore del pubblico sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa. La sua rinascita attuale vede la nascita di nuove sfumature e interpretazioni, accanto alla rivalutazione dei prodotti storici. Oggi, il mercato vanta circa 200 referenze di Vermouth, offrendo una vasta gamma di gusti e tipologie per soddisfare i palati più esigenti. Utilizzo Moderno: Tra Creatività e Tradizione Il Vermouth riveste un ruolo centrale nella mixology contemporanea, essendo un elemento imprescindibile in cocktail iconici come il Negroni e il Manhattan. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che come digestivo, dimostrando la capacità di adattarsi a molteplici contesti e preparazioni. La sua presenza è sinonimo di eleganza e raffinatezza, arricchendo ogni miscela con la sua complessa profondità di aromi. In conclusione, il Vermouth racchiude in sé secoli di sapori e tradizioni, incarnando l&#8217;eccellenza italiana capace di rinnovarsi nel tempo senza mai tradire le proprie origini. Un viaggio gustoso tra passato e presente, dove l&#8217;arte dell&#8217;erboristeria si fonde con la creatività contemporanea, regalando esperienze sensoriali uniche e indimenticabili. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="212" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16100" alt="9 prodotti a base vino" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1024x724.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-768x543.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1536x1086.png 1536w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-50x35.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-100x71.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1.png 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" >
				Prodotti a base Vino			</a>
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			8 April 2025		</span>
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			<p>Trasformare il vino in vermouth artigianale e prodotti per la mixology In Italia, moltissime cantine custodiscono un potenziale inespresso: la possibilità di trasformare il vino in prodotti artigianali unici, pensati per il mondo della mixology, della gastronomia e della convivialità. The Spiritual Machine affianca le cantine italiane nello sviluppo di vermouth artigianali e altri prodotti a base vino, offrendo loro la possibilità di entrare in nuovi canali di consumo: cocktail bar, ristoranti, aperitivi e dopocena casalinghi. Come racconta Matteo Fornaca, CEO e Founder di The Spiritual Machine: “Nelle cantine italiane c’è un valore inespresso enorme. Un valore che sta nella possibilità di trasformare il vino in numerosi prodotti alla base della mixology, della gastronomia e della convivialità. Noi siamo al fianco delle cantine nello sviluppo del vermouth, e oggi con I Vini di Maremma mostriamo come una cantina possa essere protagonista anche nei cocktail bar, nei ristoranti, nell’aperitivo e nel dopocena casalingo.” Il progetto con la Cantina &#8216;I Vini di Maremma&#8217; La collaborazione con &#8216;I Vini di Maremma&#8217;, una delle realtà vitivinicole più storiche della Maremma, nasce dal desiderio di ampliare l’offerta di prodotti restando fedeli alla base vino. Come spiega Donata Vieri, direttrice della cantina: “Il nostro obiettivo era offrire una base vino ben rielaborata e strutturata, in grado di raccontare le diverse anime della nostra cantina. Ampliare la gamma di prodotti, rimanendo legati al vino, ci consente di dialogare con i consumatori in modi nuovi e più ampi.” Grazie al supporto di Confcooperative Fedagripesca, il contatto con The Spiritual Machine si è trasformato in un vero progetto. “Abbiamo percepito che lavorare con una struttura così professionale come The Spiritual Machine poteva generare un valore aggiunto alle nostre competenze, oltre che un piacere personale e di gusto.” – conclude Donata Vieri. Un concept che unisce terra, femminilità e trasformazione Il concept creativo della linea sviluppata con I Vini di Maremma si ispira all’alchimia e al legame profondo tra la femminilità, la terra e il processo di trasformazione.Ogni prodotto incarna un principio chiave, visibile anche nel design delle etichette, che saranno presentate ufficialmente a Vinitaly. Le illustrazioni rappresentano muse alchemiche, simboli di trasformazione in continua evoluzione: volti che si fondono con alberi, corone che si trasformano in rami, corpi attraversati da radici. Un linguaggio visivo potente, che racconta la natura mutevole del vino e della creatività. Chi è The Spiritual Machine The Spiritual Machine è una startup innovativa fondata a Torino nel 2017 da Matteo Fornaca e Matteo Dispenza. L’azienda si occupa di creazione di vermouth, gin, amari e liquori personalizzati, accompagnando cantine, ristoratori e imprenditori in ogni fase del progetto: dalla ricetta alla produzione. Con oltre 200.000 bottiglie prodotte, The Spiritual Machine ha creato alcolici personalizzati per bar, ristoranti, chef e hotel in Italia e all’estero.I prodotti nati da queste collaborazioni hanno ricevuto 23 riconoscimenti internazionali, tra cui i World Vermouth Awards 2024 e i Gin Masters 2024. Chi sono I Vini di Maremma La Cantina I Vini di Maremma nasce nel 1954 vicino a Grosseto, nel contesto della riforma agraria promossa dall’Ente Maremma. Fondata da un piccolo gruppo di vignaioli, è oggi una delle cooperative più rappresentative della regione. Con 450 ettari di vigneti e 210 soci attivi, la cantina continua a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione del territorio, mantenendo un forte legame con la tradizione e una visione moderna della produzione vitivinicola. Vuoi trasformare il tuo vino in qualcosa di unico? Se anche tu rappresenti una cantina e vuoi scoprire come trasformare il tuo vino in un vermouth artigianale o in un prodotto personalizzato, The Spiritual Machine è al tuo fianco per sviluppare un progetto originale, di qualità e adatto al tuo mercato. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Contattaci per iniziare insieme questo percorso. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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		<title>Streghe, pozioni e piante aromatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 15:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti storici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Streghe, pozioni e piante aromatiche L’Autunno spoglia il paesaggio dei colori verdi e brillanti dell’estate, per fare spazio ai colori delle foglie cadute, ai primi freddi e alle atmosfere nebbiose e cupe, preludio dell’inverno: è lo scenario in cui nella credenza popolare si muovono streghe e creature magiche. È la festa dei morti e dei santi, è Halloween: la sera degli spiriti. Le streghe nell’immaginario popolare Nelle borgate dei paesini di montagna e collina, ci si riuniva intorno al fuoco per trascorrere le lunghe serate invernali intenti nei lavori domestici, ascoltando le storie di queste streghe malvagie e dispettose. La strega era solitamente una donna sola, dall’aspetto spaventoso, brutta e gobba, con conoscenze approfondite delle erbe aromatiche, che utilizzava per incantesimi e pozioni. Potevano trasformarsi di notte in animali, come corvi o gatti, motivo per cui è così temuto il famoso gatto nero. Erano responsabili della morte degli infanti, della moria del bestiame, del cattivo raccolto, ma anche di piccoli dispetti come, per esempio, far inacidire il latte o perdere l’ago per filare la lana.&#160; Nella realtà erano spesso donne guaritrici, dalla grande conoscenza e maestria nell’uso delle piante, unici medicinali fino all’avvento della scienza moderna. Giravano per i boschi raccogliendo radici, fiori ed erbe spontanee, combinate poi per creare decotti e sciroppi curativi. Ecco che una tintura di genziana contro i vermi o un preparato di ginepro come diuretico, potevano essere interpretati come frutto di stregoneria. Queste conoscenze antiche sono le stesse che hanno poi segnato la nascita della liquoristica e che oggi alimentano con creatività e varietà il mondo degli spirits. Visioni e allucinazione: le erbe aromatiche utilizzate dalle streghe… e non solo Nell’immaginario attuale e soprattutto medievale, le streghe non usavano però le erbe a fin di bene, ma avevano lo scopo di creare pozioni per alterare e stordire le loro vittime. Nei Sabba, ritrovi di streghe e stregoni in presenza del demonio, le pozioni dovevano favorire l’incontro con il demonio, ma gli stessi ingredienti potevano essere usati sui malcapitati bersagli di sortilegi e incantesimi. Erbe allucinogene e potenti sedativi erano però utilizzati nel quotidiano con molta disinvoltura ben prima del Medioevo, come dimostrano i numerosi trattati di medicina antica. La monaca benedettina Ildegarda di Bingen (1098-1179), santa e Dottore della Chiesa, nei suoi trattati di erboristeria elenca sei piante con proprietà psicoattive, comunemente utilizzate come rimedi medicinali: Canapa, Papavero, Assenzio, Mandragora, Belladonna e Giusquiamo. Alcune di queste piante sono ancora oggi ingredienti imprescindibili nella liquoristica, le cui dosi sono severamente normate e controllate. L’assenzio, per esempio, è notoriamente componente amara dei Vermouth, eppure a dosi elevate provoca allucinazioni, a causa di un gruppo di molecole chiamate tujoni. Si pensi che il celebre liquore all’assenzio, anche conosciuto come Fata Verde, in grado di provocare uno stato catatonico e allucinatorio in chi lo bevesse, è stato vietato in molti stati europei tra ‘800 e ‘900, proprio per la sua pericolosità. Allo stesso modo la Canapa, opportunamente lavorata e selezionata per avere percentuali irrisorie di THC, è oggi ingrediente di molti new spirits innovativi, anche se il suo uso psicoattivo è noto sin dal V sec a.C.&#160; Gli Infusionist, creatori di spiriti e magia Oggi streghe e stregoni trovano forse un erede nella figura dell’Infusionist, nuovo conoscitore delle piante aromatiche e sperimentatore di pozioni ed elisir. L’innovazione nella creazione di nuovi spiriti, si intreccia con le antiche conoscenze popolari, con le pozioni e gli elisir di lunga vita di cui è disseminata la letteratura. Vecchi e nuovi ingredienti si uniscono per creare spiriti dai sapori esotici, dalle origini mistiche e dalle combinazioni pionieristiche. La congregazione degli Infusionist è grande e in crescita, puoi unirti a loro sulla nostra Community e continuare ad approfondire le “arti degli spirits” sui corsi di Academy.&#160; Raggiungi gli Infusionist La community di The Spiritual Machine per i veri intenditori di spirits Clicca qui</p>
<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/streghe-pozioni-e-piante-aromatiche/">Streghe, pozioni e piante aromatiche</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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									<p><span style="font-weight: 400;">L’Autunno spoglia il paesaggio dei colori verdi e brillanti dell’estate, per fare spazio ai colori delle foglie cadute, ai primi freddi e alle atmosfere nebbiose e cupe, preludio dell’inverno: è lo scenario in cui nella credenza popolare si muovono streghe e creature magiche. È la festa dei morti e dei santi, è Halloween: la sera degli spiriti.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Le streghe nell’immaginario popolare</h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Nelle borgate dei paesini di montagna e collina, ci si riuniva intorno al fuoco per trascorrere le lunghe serate invernali intenti nei lavori domestici, ascoltando le storie di queste streghe malvagie e dispettose. La strega era solitamente una donna sola, dall’aspetto spaventoso, brutta e gobba, con <strong>conoscenze approfondite delle erbe aromatiche</strong>, che utilizzava per <strong>incantesimi</strong> e <strong>pozioni</strong>. Potevano trasformarsi di notte in animali, come corvi o gatti, motivo per cui è così temuto il famoso gatto nero. Erano responsabili della morte degli infanti, della moria del bestiame, del cattivo raccolto, ma anche di piccoli dispetti come, per esempio, far inacidire il latte o perdere l’ago per filare la lana. </span></p><p><span style="font-weight: 400;"> </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Nella realtà erano spesso donne <strong>guaritrici</strong>, dalla grande conoscenza e maestria nell’uso delle piante, unici medicinali fino all’avvento della scienza moderna. Giravano per i boschi raccogliendo <strong>radici, fiori ed erbe spontanee</strong>, combinate poi per creare decotti e sciroppi curativi. Ecco che una tintura di genziana contro i vermi o un preparato di ginepro come diuretico, potevano essere interpretati come frutto di stregoneria. </span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">Queste conoscenze antiche sono le stesse che hanno poi segnato la nascita della liquoristica e che oggi alimentano con creatività e varietà il mondo degli spirits.</span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Visioni e allucinazione: le erbe aromatiche utilizzate dalle streghe…
e non solo</h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Nell’immaginario attuale e soprattutto medievale, le streghe non usavano però le erbe a fin di bene, ma avevano lo scopo di creare pozioni per alterare e stordire le loro vittime. Nei <strong>Sabba</strong>, ritrovi di streghe e stregoni in presenza del demonio, le pozioni dovevano favorire l’incontro con il demonio, ma gli stessi ingredienti potevano essere usati sui malcapitati bersagli di sortilegi e incantesimi.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;"><strong>Erbe allucinogene</strong> e potenti sedativi erano però utilizzati nel quotidiano con molta disinvoltura ben prima del Medioevo, come dimostrano i numerosi trattati di medicina antica. La monaca benedettina <strong>Ildegarda di Bingen</strong> (1098-1179), santa e Dottore della Chiesa, nei suoi trattati di erboristeria elenca<strong> sei piante con proprietà psicoattive</strong>, comunemente utilizzate come <strong>rimedi medicinali</strong>: Canapa, Papavero, Assenzio, Mandragora, Belladonna e Giusquiamo.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">Alcune di queste piante sono ancora oggi ingredienti imprescindibili nella liquoristica, le cui dosi sono severamente normate e controllate. <strong>L’assenzio</strong>, per esempio, è notoriamente componente amara dei Vermouth, eppure a dosi elevate provoca allucinazioni, a causa di un gruppo di molecole chiamate tujoni. Si pensi che il celebre liquore all’assenzio, anche conosciuto come <strong>Fata Verde</strong>, in grado di provocare uno stato catatonico e allucinatorio in chi lo bevesse, è stato vietato in molti stati europei tra ‘800 e ‘900, proprio per la sua pericolosità. Allo stesso modo la Canapa, opportunamente lavorata e selezionata per avere percentuali irrisorie di THC, è oggi ingrediente di molti new spirits innovativi, anche se il suo uso psicoattivo è noto sin dal V sec a.C. </span></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Gli Infusionist, creatori di spiriti e magia</h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Oggi streghe e stregoni trovano forse un erede nella figura dell<strong>’Infusionist</strong>, nuovo conoscitore delle piante aromatiche e sperimentatore di pozioni ed elisir. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">L’innovazione nella creazione di nuovi spiriti, si intreccia con le antiche conoscenze popolari, con le <strong>pozioni e gli elisir di lunga vita</strong> di cui è disseminata la letteratura. Vecchi e nuovi ingredienti si uniscono per creare spiriti dai sapori esotici, dalle origini mistiche e dalle combinazioni pionieristiche.</span></p>								</div>
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									<p><strong>La congregazione degli Infusionist è grande e in crescita, puoi unirti a loro sulla nostra Community e continuare ad approfondire le “arti degli spirits” sui corsi di Academy. </strong></p>								</div>
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									<h3 class="elementor-cta__title elementor-cta__content-item elementor-content-item">
						Raggiungi gli <br>Infusionist					</h3>
				
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						La community di The Spiritual Machine per i veri intenditori di spirits					</div>
				
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17478" alt="dalla ricetta alla bottiglia" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-1024x576.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-768x432.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" >
				Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia			</a>
		</h3>
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			17 April 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Tempo di lettura stimato: 4 minuti Hai un&#8217;idea per uno spirit. Magari un vermouth fatto con il tuo vino. Magari un amaro che racconti il territorio della tua cantina. Il problema non è l&#8217;idea è tutto quello che viene dopo. La ricetta, il packaging, l&#8217;imbottigliamento, la burocrazia, i test di mercato. È esattamente lì che la maggior parte dei progetti si blocca. The Spiritual Machine esiste per sbloccarli e per portare dalla ricetta alla bottiglia in tempi che il mercato tradizionale non riesce nemmeno a immaginare. Tutto parte da una conversazione, non da un capitolato Il processo non inizia con un brief tecnico. Inizia con una domanda semplice: cosa vuoi raccontare con questo prodotto? Chi lo berrà, dove, in quale momento della giornata. The Spiritual Machine lavora con cantine, chef, hotel, imprenditori e brand e ogni progetto parte da lì, dall&#8217;identità di chi c&#8217;è dietro. Solo dopo si entra nel merito della ricetta. Questa fase può durare pochi giorni. Nel mercato tradizionale, lo stesso processo richiede spesso mesi solo per trovare un interlocutore disponibile. La ricetta: dove la creatività incontra la chimica Sviluppare una ricetta per uno spirit a base vino non è un&#8217;operazione casuale. Richiede competenze precise su botaniche, gradazioni alcoliche, tempi di macerazione e bilanciamento gustativo. The Spiritual Machine ha costruito un know-how su oltre 400 ricette validate vermouth, amari, bitter, cocktail RTD. Ogni nuova ricetta viene sviluppata internamente e testata in prototipo prima di passare alla produzione. Inoltre, gli ordini minimi partono da 250 bottiglie, contro le 3.000 o più richieste dagli standard di mercato. Questo significa che anche un primo lancio sperimentale è economicamente sostenibile. Dal prototipo alla bottiglia finita: packaging, etichettatura, burocrazia Quando la ricetta è approvata, inizia la fase produttiva. The Spiritual Machine coordina una rete di partner produttivi qualificati, non possiede una distilleria propria, ma gestisce l&#8217;intero processo dall&#8217;interno. Imbottigliamento, etichettatura, design del packaging: tutto viene sviluppato con l&#8217;obiettivo di creare un prodotto che comunichi l&#8217;identità del brand in modo immediato. Parallelamente, il team gestisce tutta la parte burocratica: accise, contrassegni, normative. È la parte che spaventa di più chi si avvicina al mondo spirits per la prima volta. Qui non devi occupartene tu. Il test di mercato: la fase che fa la differenza Produrre uno spirit è una cosa. Sapere se funziona davvero è un&#8217;altra. Per questo The Spiritual Machine affianca i clienti anche nella fase di validazione sul mercato mandando il prodotto in locali selezionati e raccogliendo feedback reali da bartender e consumatori. È una fase che molti saltano, convinti che basti lanciare. È invece quella che permette di aggiustare il tiro prima di investire in produzioni più grandi. Casi come il Vermouth Giò partito da 100 bottiglie e arrivato sugli scaffali di Eataly Los Angeles dimostrano cosa succede quando questa fase viene fatta bene. Dall&#8217;idea alla bottiglia finita, The Spiritual Machine riduce i tempi fino a dieci volte rispetto agli standard di mercato. Non perché tagli le fasi — ma perché le gestisce tutte internamente, in modo coordinato. Se stai pensando a uno spirit a base vino personalizzato e vuoi capire quanto può rendere concretamente, inizia da qui: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Quanto tempo ci vuole per sviluppare uno spirit con The Spiritual Machine? Il processo è fino a dieci volte più rapido rispetto agli standard tradizionali. Mentre il mercato richiede tipicamente da 12 a 18 mesi, The Spiritual Machine porta un prodotto dalla ricetta alla bottiglia finita in poche settimane, gestendo internamente ogni fase del processo. Qual è il numero minimo di bottiglie per iniziare una produzione? Gli ordini minimi partono da 250 bottiglie. Il mercato tradizionale richiede generalmente un minimo di 3.000 bottiglie o più. Questo rende possibile un primo lancio sperimentale senza dover sostenere investimenti sproporzionati rispetto alla fase iniziale del progetto. Chi gestisce la parte burocratica — accise, contrassegni, normative? The Spiritual Machine gestisce internamente tutta la parte amministrativa e regolatoria legata alla produzione di spirits. Il cliente non deve occuparsene. È uno degli elementi che distingue il modello end-to-end da quello di un semplice fornitore produttivo.</p>
		</div>
		
		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" aria-label="Read more about Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia" tabindex="-1" >
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				<article class="elementor-post elementor-grid-item post-17402 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-non-categorizzato" role="listitem">
				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17415" alt="RTD wine-based" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" >
				RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			26 March 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Immagina di essere a un festival estivo. Nessuno sta stappando una bottiglia di vino. Eppure tutti stanno bevendo qualcosa di fresco, immediato, scelto in tre secondi davanti a un frigo. Quello che hanno in mano è spesso un RTD wine-based — e quasi nessun produttore italiano lo sa ancora. Questo articolo spiega cosa sta succedendo, perché sta succedendo adesso, e cosa significa per chi fa vino in Italia. Perché questa categoria cresce così velocemente Tutto inizia da un paradosso. Il vino perde volumi. Ma le bevande nate dal vino crescono a un ritmo che quasi nessun altro segmento può vantare. Perché? Le nuove generazioni non hanno smesso di apprezzare il gusto del vino. Hanno semplicemente smesso di accettare il formato. Una bottiglia da 75cl richiede un bicchiere, un&#8217;occasione, un contesto. Un formato single-serve da 275 ml si apre, si beve, si porta ovunque. Inoltre, dal punto di vista fiscale, le bevande base vino godono di un vantaggio strutturale: nell&#8217;Unione Europea il vino fermo ha accisa zero. Quindi chi produce parte già con margini superiori rispetto agli spirit-based. I numeri che ogni produttore dovrebbe conoscere Negli USA il segmento cresce del +29,3% annuo. Rappresenta già quasi il 10% del vino fermo nel retail statunitense. In Germania le bevande ready-to-drink base vino sono diventate la categoria più consumata tra tutte le varianti RTD — in un mercato da 2,25 miliardi di dollari che raddoppierà entro il 2035. In Giappone, il segmento raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro il 2032. Nel frattempo, in Italia la categoria spirits segna -8,5% rispetto al 2019. Chi aspetta che i numeri italiani si riprendano da soli rischia di perdere la finestra giusta. Come costruire un prodotto che conquista davvero Un wine RTD che funziona non nasce da una buona idea. Nasce da scelte tecniche precise. Il profilo gustativo deve essere immediato: agrumi, frutti rossi, note tropicali. La dolcezza va calibrata con cura — troppo zucchero satura il consumatore dopo il primo sorso. Il finale deve essere secco, per invitare al sorso successivo. Anche la distribuzione non è un dettaglio secondario. I canali giusti per una bevanda pronta al consumo base vino sono convenience, festival, beach store e GDO refrigerata. Entrare nel canale sbagliato significa bruciare il prodotto prima ancora che il mercato lo conosca. Quello che una cantina italiana può fare adesso Molte cantine guardano questo mercato da lontano, convinte che serva una struttura produttiva dedicata. Non è così. The Spiritual Machine ha già sviluppato oltre 400 ricette validate e prodotto più di 250.000 bottiglie per cantine di ogni dimensione. Il processo è completo: dalla ricetta alla compliance, dalla produzione alla distribuzione. Tu porti il vino e la visione del prodotto. Noi traduciamo tutto in qualcosa che funziona sullo scaffale e nel bicchiere. Scopri i prodotti a base vino già sviluppati: https://thespiritualmachine.com/prodotti-a-base-vino/ Il mercato non aspetta. I vantaggi fiscali ci sono. I consumatori ci sono. La tecnologia produttiva c&#8217;è. Quello che manca, in molti casi, è solo il primo passo. Vuoi capire quanto può rendere concretamente una produzione a base vino? Calcolalo adesso: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Cosa sono gli RTD wine-based e perché se ne parla così tanto? Sono bevande alcoliche pronte al consumo che usano il vino come base invece dell&#8217;alcol neutro. Crescono perché rispondono a un bisogno reale: praticità, portabilità, immediatezza. E rispetto agli spirit-based godono di trattamenti fiscali più favorevoli — il che significa margini più alti per chi li produce. Perché il mercato cresce così velocemente proprio adesso? Perché le abitudini di consumo sono cambiate strutturalmente, non temporaneamente. I contesti di consumo si sono moltiplicati — festival, spiagge, aperitivi informali — e il vino tradizionale non riesce a presidiare questi momenti. Le bevande pronte al consumo base vino sì. Una cantina italiana può entrare in questo mercato senza investire in nuovi impianti? Sì. The Spiritual Machine gestisce l&#8217;intero processo operativo. Le cantine che lavorano con noi non affrontano investimenti in strutture o competenze interne. Portano il vino e la direzione del prodotto. Il resto lo costruiamo insieme.</p>
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		<a class="elementor-post__read-more" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" aria-label="Read more about RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare" tabindex="-1" >
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17375" alt="Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-1024x771.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-768x578.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-50x38.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-100x75.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2.png 1232w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" >
				Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			11 March 2026		</span>
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			<p>I vini aromatizzati rappresentano uno dei patrimoni più ricchi della tradizione italiana. Dalle radici storiche del Barolo Chinato ai bitter alla genziana, questi prodotti uniscono territorio, botaniche e artigianalità. In questa guida esplori storia, tecniche e tendenze attuali. Scoprirai anche il ruolo di questi spirits nella miscelazione moderna.   La storia dei vini aromatizzati: dalle origini alla tradizione italiana Dalla medicina alla convivialità Fin dalle origini, i vini aromatizzati erano strumenti di medicina e convivialità. La tecnica era semplice: si maceravano erbe, spezie e cortecce direttamente nel vino. Il risultato erano bevande dal gusto complesso, spesso usate a scopo terapeutico. Tra i prodotti più antichi spicca il Barolo Chinato. Si ottiene dall’infusione di corteccia di china nel famoso vino piemontese. I vini chinati erano una categoria molto diffusa nei secoli passati. Le origini del vermouth a Torino Il vermouth nasce come prodotto accessibile e diffuso. Si produceva mescolando erbe e spezie direttamente nel vino, senza tecniche di distillazione sofisticate. Torino è la sua città d’origine. Le campagne italiane ne hanno alimentato la diffusione per secoli.   Botaniche e tecniche di produzione dei vini aromatizzati Le erbe e le radici più usate Le botaniche variano a seconda della regione e della tradizione. Le più comuni sono la genziana, la china e le erbe amare tipiche dell’area mediterranea. Ogni produttore seleziona le sue combinazioni. Questo crea profili aromatici unici che rispecchiano il territorio. Il processo di macerazione La macerazione avviene tradizionalmente in alcol. La durata e la composizione delle tinture influenzano il profilo aromatico finale. Il Barolo Chinato, ad esempio, deve la sua nota amaricante principale alla corteccia di china. La scelta della botanica cambia in base alla zona geografica di produzione.   I vini aromatizzati più rappresentativi e le tendenze attuali Vermouth, amari e bitter: le grandi famiglie Tra i vini aromatizzati più noti troviamo il Vermouth di Torino, l’amaro e i bitter a base di genziana. Il vermouth può essere bianco, ambrato o rosso. Storicamente si preferivano vini bianchi e invecchiati come base. Oggi si sperimentano anche vini rossi come il Nebbiolo o il Dolcetto. La ripresa del mercato artigianale Negli ultimi anni cresce l’interesse per i vini aromatizzati di qualità. I produttori valorizzano le botaniche locali e le tecniche artigianali. Si diffondono anche i bitter a base di vino macerati con genziana. Il vermouth al Barolo, con tannini più evoluti, è un esempio di questa nuova tendenza.   Il ruolo dei vini aromatizzati nella miscelazione moderna Dal Negroni agli spritz: cocktail classici e innovativi I vini aromatizzati sono protagonisti nella mixology. Sono il cuore di classici come il Negroni. Si inseriscono perfettamente negli spritz moderni, spesso già pronti con vino e bitter abbinati. La loro versatilità permette di creare cocktail unici. I prodotti artigianali stanno ridando dignità storica a questi spirits. Le reinterpretazioni moderne li pongono al centro della mixology contemporanea. Conclusione: i vini aromatizzati, un patrimonio vivo da scoprire I vini aromatizzati uniscono storia, territorio e innovazione. Dal Barolo Chinato ai bitter alla genziana, ogni prodotto racconta una tradizione artigianale. Oggi questa tradizione si rinnova con nuove botaniche e tecniche di miscelazione. Hai voglia di sperimentare? Contattaci per creare il tuo spirits personalizzato a base vino. Porta il gusto della tradizione italiana nelle tue creazioni.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16727" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/10/thespiritualmachine_A_cinematic_still_life_showing_the_histor_1715bf51-941b-4abd-af3c-6afdc39878ec_1.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" >
				Dal Vino Ippocratico al Negroni			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			17 November 2025		</span>
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				<div class="elementor-post__excerpt">
			<p>Il vino, ingrediente vivo e radicato nelle culture di tutto il mondo, ha un ruolo chiave nella nascita della miscelazione moderna. Dalla sua origine come solvente medico nell&#8217;antichità fino ai cocktail iconici come il Negroni, questa bevanda ha accompagnato e plasmato le tecniche di miscelazione. In questo articolo ripercorreremo i traguardi storici e le evoluzioni che hanno fatto del vino il primo vero protagonista nell&#8217;arte del mixing, un ponte tra tradizione e innovazione nel mondo degli spirits. Il vino come primo solvente nella storia della miscelazione Fin dall’antichità, il vino ha ricoperto un ruolo fondamentale come solvente ed elemento di produzione di medicinali e rimedi. I primi enoliti di Galeno, ad esempio, erano preparati con vino, che rappresentava l’unico solvente alcolico disponibile prima della diffusione dell’alcol distillato. La sua alta capacità di estrazione e conservazione lo ha reso il compagno ideale delle macerazioni di erbe e spezie, dando origine alle prime essenze aromatiche destinate alla terapeutica e, successivamente, alla miscelazione. Nel Medioevo, la tecnica della distillazione del vino nacque in Europa, influenzata dagli alambicchi arabi arrivati in Italia. Grazie a questa capacità di creare il famigerato “acqua di vita,” il vino si affermò come base per preparare liquori e macerati più intensi e persistenti. La connessione tra vino e distillazione portò alla nascita del vermouth, che inizialmente era prodotto attraverso la macerazione di erbe nel vino. Questo prodotto storico, radicato nel Piemonte, rappresentò uno dei primi esempi di come il vino potesse essere trasformato in un’arte di miscelazione. Il grande salto e la rivoluzione del Negroni Nel XX secolo, il ruolo del vino nella miscelazione si consolidò grazie all&#8217;evoluzione dei prodotti e delle tecniche. Il vermouth di Torino, con la sua capacità di unire la conoscenza della macerazione con la territorialità, divenne la base per alcuni tra i cocktail più iconici al mondo, come il Negroni. Questo drink nasce dall&#8217;unione di vino aromatizzato (vermouth), bitter e gin, e nel corso degli anni ha visto crescere il suo successo globale. Secondo le analisi recenti, il Negroni rappresenta circa il 42% del consumo di cocktail a base vino, dimostrando quanto questa tradizione sia ancora radicata nel gusto contemporaneo. L&#8217;evoluzione del Negroni ha anche favorito la riscoperta di vini aromatizzati e prodotti a base di vino, spingendo i produttori a sperimentare con vari vitigni e botaniche, rafforzando il legame tra territorio e miscelazione. Inoltre, si osserva un&#8217;attenzione crescente al ruolo del vino nei cocktail ready-to-drink, favorite anche dalle nuove preferenze di consumo e dall&#8217;interesse per le bevande meno alcoliche. La cultura del vino come ingrediente versatile e di territorio Le tecniche di macerazione e le botaniche utilizzate danno al vino un ruolo trasversale e poliedrico nel mondo delle miscele. La tradizione italiana e francese, ad esempio, utilizzano vitigni locali come Moscato, Trebbiano e Vermentino per creare prodotti a seconda delle ricette e delle esigenze di gusto. Secondo gli esperti, il vino ha anche un ruolo di “firma territoriale”, portando in ogni bicchiere le caratteristiche genetiche del terroir di provenienza. Inoltre, la produzione artigianale di prodotti a base vino, come il Barolo Chinato o il Vermouth di Torino, continua a essere una linfa vitale per la miscelazione di oggi. Questi prodotti, spesso cerebrali e aromatici, sono ideali per la creazione di cocktail innovativi, capaci di raccontare storie di territori e tradizioni attraverso profumi e sapori unici. The Spiritual Machine e l’arte di creare spirits personalizzati Il legame tra vino e miscelazione è un campo di ricerca e sperimentazione aperto e in continua evoluzione. The Spiritual Machine si inserisce in questo contesto offrendo spirits personalizzati a base vino, studiati per valorizzare le peculiarità del territorio e le botaniche. Creando cocktail che rispettano la storia e le caratteristiche dei vitigni, si promuove una cultura del wine-based spirits innovativa e autentica. Per approfondire come il vino può essere protagonista in miscelazione e scoprire i nostri prodotti, visita il nostro sito o contattaci. Immergiti in un mondo di aromi e storie da bere e condividere.</p>
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="188" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-300x188.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17050" alt="" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-300x188.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-1024x643.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-768x482.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-50x31.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e-100x63.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/05/shmily0914_Vector_illustration_of_wine_bottles_and_glasses_in_a_3358779f-a8be-4474-bc70-292ffc884d4e.png 1376w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/la-rinascita-del-vermouth/" >
				La Rinascita del Vermouth			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			13 May 2025		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>La Rinascita del Vermouth: Storia, Marchi Storici e Utilizzo Moderno Il Vermouth, un&#8217;essenza italiana dalle radici millenarie che si intrecciano con l&#8217;antica arte dell&#8217;erboristeria, ha saputo conquistare il palato di generazioni con la sua complessa miscela di aromi e spezie. La sua storia si snoda tra le strade di Torino e i salotti della nobiltà europea, raccontando di antichi sapori e di tradizioni tramandate. Origini e Diffusione: Un Viaggio nel Tempo La leggenda narra che oltre due millenni fa, già si discuteva in Europa di un elisir a base di assenzio e origano, considerato all&#8217;epoca un vero e proprio farmaco. Tuttavia, fu Antonio Benedetto Carpano nel lontano 1786 a Torino a dare vita alla versione italiana commercializzata del Vermouth. Mescolando sapientemente il vino moscato con erbe aromatiche e spezie, tra cui l&#8217;artemisia, Carpano creò un prodotto unico che ben presto conquistò i palati più raffinati dell&#8217;epoca. Marchi Storici: Le Eccellenze del Vermouth Tra i marchi storici che hanno segnato il percorso di questa bevanda straordinaria, spiccano i nomi illustri di Carpano, Martini &amp; Rossi e Cocchi. Il marchio Carpano, legato al geniale inventore del Vermouth, è celebre per il suo Antica Formula, ingrediente imprescindibile per creare il leggendario Martinez, precursore del celebre Martini. Martini &amp; Rossi, fondato nel 1863, si distingue come uno dei brand più noti globalmente, con varianti come il &#8220;Fiero&#8221; e il &#8220;Rosso Amaranto&#8221;. Cocchi, con la sua nascita nel 1891, è riconosciuto per la produzione di Vermouth di alta qualità, tra cui il pregiato &#8220;Cocchi Tipo Esportazione&#8221;. Rinascita e Modernità: Il Fascino del Passato Rivisitato Dopo un momento di declino negli anni Ottanta, il Vermouth ha sperimentato una nuova vita, riconquistando il favore del pubblico sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa. La sua rinascita attuale vede la nascita di nuove sfumature e interpretazioni, accanto alla rivalutazione dei prodotti storici. Oggi, il mercato vanta circa 200 referenze di Vermouth, offrendo una vasta gamma di gusti e tipologie per soddisfare i palati più esigenti. Utilizzo Moderno: Tra Creatività e Tradizione Il Vermouth riveste un ruolo centrale nella mixology contemporanea, essendo un elemento imprescindibile in cocktail iconici come il Negroni e il Manhattan. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che come digestivo, dimostrando la capacità di adattarsi a molteplici contesti e preparazioni. La sua presenza è sinonimo di eleganza e raffinatezza, arricchendo ogni miscela con la sua complessa profondità di aromi. In conclusione, il Vermouth racchiude in sé secoli di sapori e tradizioni, incarnando l&#8217;eccellenza italiana capace di rinnovarsi nel tempo senza mai tradire le proprie origini. Un viaggio gustoso tra passato e presente, dove l&#8217;arte dell&#8217;erboristeria si fonde con la creatività contemporanea, regalando esperienze sensoriali uniche e indimenticabili. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="212" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16100" alt="9 prodotti a base vino" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1024x724.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-768x543.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1536x1086.png 1536w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-50x35.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-100x71.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1.png 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" >
				Prodotti a base Vino			</a>
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				<div class="elementor-post__meta-data">
					<span class="elementor-post-date">
			8 April 2025		</span>
				<span class="elementor-post-avatar">
			No Comments		</span>
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			<p>Trasformare il vino in vermouth artigianale e prodotti per la mixology In Italia, moltissime cantine custodiscono un potenziale inespresso: la possibilità di trasformare il vino in prodotti artigianali unici, pensati per il mondo della mixology, della gastronomia e della convivialità. The Spiritual Machine affianca le cantine italiane nello sviluppo di vermouth artigianali e altri prodotti a base vino, offrendo loro la possibilità di entrare in nuovi canali di consumo: cocktail bar, ristoranti, aperitivi e dopocena casalinghi. Come racconta Matteo Fornaca, CEO e Founder di The Spiritual Machine: “Nelle cantine italiane c’è un valore inespresso enorme. Un valore che sta nella possibilità di trasformare il vino in numerosi prodotti alla base della mixology, della gastronomia e della convivialità. Noi siamo al fianco delle cantine nello sviluppo del vermouth, e oggi con I Vini di Maremma mostriamo come una cantina possa essere protagonista anche nei cocktail bar, nei ristoranti, nell’aperitivo e nel dopocena casalingo.” Il progetto con la Cantina &#8216;I Vini di Maremma&#8217; La collaborazione con &#8216;I Vini di Maremma&#8217;, una delle realtà vitivinicole più storiche della Maremma, nasce dal desiderio di ampliare l’offerta di prodotti restando fedeli alla base vino. Come spiega Donata Vieri, direttrice della cantina: “Il nostro obiettivo era offrire una base vino ben rielaborata e strutturata, in grado di raccontare le diverse anime della nostra cantina. Ampliare la gamma di prodotti, rimanendo legati al vino, ci consente di dialogare con i consumatori in modi nuovi e più ampi.” Grazie al supporto di Confcooperative Fedagripesca, il contatto con The Spiritual Machine si è trasformato in un vero progetto. “Abbiamo percepito che lavorare con una struttura così professionale come The Spiritual Machine poteva generare un valore aggiunto alle nostre competenze, oltre che un piacere personale e di gusto.” – conclude Donata Vieri. Un concept che unisce terra, femminilità e trasformazione Il concept creativo della linea sviluppata con I Vini di Maremma si ispira all’alchimia e al legame profondo tra la femminilità, la terra e il processo di trasformazione.Ogni prodotto incarna un principio chiave, visibile anche nel design delle etichette, che saranno presentate ufficialmente a Vinitaly. Le illustrazioni rappresentano muse alchemiche, simboli di trasformazione in continua evoluzione: volti che si fondono con alberi, corone che si trasformano in rami, corpi attraversati da radici. Un linguaggio visivo potente, che racconta la natura mutevole del vino e della creatività. Chi è The Spiritual Machine The Spiritual Machine è una startup innovativa fondata a Torino nel 2017 da Matteo Fornaca e Matteo Dispenza. L’azienda si occupa di creazione di vermouth, gin, amari e liquori personalizzati, accompagnando cantine, ristoratori e imprenditori in ogni fase del progetto: dalla ricetta alla produzione. Con oltre 200.000 bottiglie prodotte, The Spiritual Machine ha creato alcolici personalizzati per bar, ristoranti, chef e hotel in Italia e all’estero.I prodotti nati da queste collaborazioni hanno ricevuto 23 riconoscimenti internazionali, tra cui i World Vermouth Awards 2024 e i Gin Masters 2024. Chi sono I Vini di Maremma La Cantina I Vini di Maremma nasce nel 1954 vicino a Grosseto, nel contesto della riforma agraria promossa dall’Ente Maremma. Fondata da un piccolo gruppo di vignaioli, è oggi una delle cooperative più rappresentative della regione. Con 450 ettari di vigneti e 210 soci attivi, la cantina continua a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione del territorio, mantenendo un forte legame con la tradizione e una visione moderna della produzione vitivinicola. Vuoi trasformare il tuo vino in qualcosa di unico? Se anche tu rappresenti una cantina e vuoi scoprire come trasformare il tuo vino in un vermouth artigianale o in un prodotto personalizzato, The Spiritual Machine è al tuo fianco per sviluppare un progetto originale, di qualità e adatto al tuo mercato. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Contattaci per iniziare insieme questo percorso. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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		<title>I 5 fondamentali del Gin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 10:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le 5 piante aromatiche e botanical da usare nella produzione del Gin Nel gin si intrecciano spezie e piante aromatiche da tutto il mondo, capaci di creare bouquet sempre diversi e sorprendenti. Esistono alcuni elementi però che fanno da sottofondo alla maggior parte di questi distillati: sono i 5 fondamentali del gin. Ginepro Il Juniperus communis è la specie utilizzata per la produzione di gin. È l’ingrediente principe di questo distillato, nonché unico requisito di aromatizzazione secondo il Regolamento Europeo. Appartiene alla famiglia dei cipressi ed è perciò una conifera, i cui “coni” detti anche “coccole” sono il materiale utilizzato in distillazione. Dalle coccole si estraggono composti oleosi fortemente aromatici, appartenenti alla classe dei terpeni: pinene, mircene e limonene alcuni fra questi. Molte di queste molecole, oltre a essere note nell’industria degli aromi, sono altresì conosciute per le loro proprietà antinfiammatorie, diuretiche e digestive. Non a caso i primi distillati a base di ginepro erano rimedi medicinali contro la gotta. Coriandolo I piccoli semi del Coriandum sativum, costituiscono una nota fondamentale per la maggior parte dei gin, con il loro profumo fresco, erbaceo che ricorda gli oli essenziali di agrumi. Prende il suo nome dalla tradizione rinascimentale di ricoprire i semi di zucchero colorato, per poi lanciarli in aria nei momenti di festa, appunto come coriandoli. Fa parte della famiglia del prezzemolo, motivo per cui è anche detto prezzemolo cinese. La pianta del coriandolo è originaria nel bacino del Mediterraneo, ma la sua coltivazione e utilizzo sono largamente diffusi in Asia. Elemento fondamentale delle cucine indiane e thai, ha anche numerose proprietà benefiche: favorisce la digestione, è antinfiammatoria e antibatterica. Macis In Indonesia, precisamente sulle isole Molucche, si trovano gli alberi di Myristica fragrans, l’albero della noce moscata. La piccola parte che abbraccia il seme del frutto di questo albero, appunto la noce moscata, è il macis, spezia sconosciuta ai più ma che trova largo impiego nel gin. Il macis è erroneamente chiamato anche fiore della noce moscata, in realtà è l’arillo di questo, ovvero il suo rivestimento esterno. Il macis fresco ha un colore rosso brillante, per diventare più chiaro una volta essiccato. Il suo profumo particolarissimo, che ricorda la noce moscata, ha carattere pungente ma dolce e caldo allo stesso tempo. Iris Forse anche questo ingrediente non trova riscontro nell’immaginario delle piante utilizzate per la produzione del gin. Eppure, la radice dell’Iris, anche detto giaggiolo, è un ingrediente indispensabile nell’industria dei profumi, della cosmetica e anche nella liquoristica. La radice essiccata contiene infatti alcuni composti chiamati ironi, capaci di fissare gli altri aromi presenti, siano in un profumo o un ottimo London dry gin. Il giaggiolo ha anche un profumo piacevole, che ricorda la violetta. Scorze di agrumi Imprescindibili per dare verve e freschezza a qualsiasi gin. Gli oli essenziali contenuti nella buccia degli agrumi donano aromaticità ed eleganza, equilibrando le altre note aromatiche. Nel panorama dei gin moderni, oltre a limone e arancia, trovano spazio anche agrumi più esotici come il lime e il pomelo, firma di alcuni prodotti sul mercato. I fondamentali di The Spiritual Machine Abbiamo distillato i nostri fondamentali per aiutarti a creare il perfetto gin nel salotto di casa tua. Piante aromatiche e spezie da tutto il mondo, perfettamente bilanciate in 7 alcolati dalle connotazioni diverse: spices, flowers, citrus, herbs, Asia, Africa e Latin America. Tutti racchiusi nel nostro kit, insieme ovviamente ad una base al ginepro: la nostra Juniper Essence.    Grazie ai fondamentali di The Spiritual Machine, alcuni intrepidi hanno portato i loro gin dal bicchiere alla bottiglia, creando una propria linea di spirits.   I Gin +39 di Bottega 39, nelle declinazioni Mediterrano, Verso Sud e Barricato portano la firma rispettivamente di timo, radici africane e rovere. Limone, spezie piccanti e la freschezza del coriandolo sono invece le note scelte per il Gin DelMago di DelMagoDrinks.   Puoi trovare tutti i nostri alcolati, kit e Gin dei nostri partner sul nostro shop&#8230;chissà che anche per te non inizi una avventura nel mondo del gin e degli spirits. Visita il nostro shop Crea con noi la tua Linea Personalizzata Vai allo Shop</p>
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									<p>Nel <strong>gin</strong> si intrecciano spezie e piante aromatiche da tutto il mondo, capaci di creare bouquet sempre diversi e sorprendenti. Esistono alcuni elementi però che fanno da sottofondo alla maggior parte di questi distillati: sono i<strong> 5</strong> fondamentali del gin.</p>								</div>
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									<p>Il <strong><em>Juniperus communis</em></strong> è la specie utilizzata per la produzione di gin. È l’ingrediente principe di questo distillato, nonché unico requisito di aromatizzazione secondo il Regolamento Europeo. Appartiene alla famiglia dei cipressi ed è perciò una conifera, i cui “coni” detti anche “coccole” sono il materiale utilizzato in distillazione. Dalle coccole si estraggono composti oleosi fortemente aromatici, appartenenti alla classe dei terpeni: pinene, mircene e limonene alcuni fra questi.</p><p>Molte di queste molecole, oltre a essere note nell’industria degli aromi, sono altresì conosciute per le loro proprietà <strong>antinfiammatorie</strong>, <strong>diuretiche</strong> e <strong>digestive</strong>. Non a caso i primi distillati a base di ginepro erano rimedi medicinali contro la gotta.</p>								</div>
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									<p>I piccoli semi del <strong><em>Coriandum sativum</em></strong>, costituiscono una nota fondamentale per la maggior parte dei gin, con il loro profumo fresco, erbaceo che ricorda gli oli essenziali di agrumi. Prende il suo nome dalla tradizione rinascimentale di ricoprire i semi di zucchero colorato, per poi lanciarli in aria nei momenti di festa, appunto come coriandoli.</p><p>Fa parte della famiglia del prezzemolo, motivo per cui è anche detto prezzemolo cinese. La pianta del coriandolo è originaria nel bacino del Mediterraneo, ma la sua coltivazione e utilizzo sono largamente diffusi in Asia. Elemento fondamentale delle cucine indiane e thai, ha anche numerose proprietà benefiche: favorisce la <strong>digestione</strong>, è <strong>antinfiammatoria</strong> e <strong>antibatterica</strong>.</p>								</div>
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									<p>In Indonesia, precisamente sulle isole Molucche, si trovano gli alberi di <strong><em>Myristica fragrans</em></strong>, l’albero della noce moscata. La piccola parte che abbraccia il seme del frutto di questo albero, appunto la noce moscata, è il macis, spezia sconosciuta ai più ma che trova largo impiego nel gin. Il macis è erroneamente chiamato anche fiore della noce moscata, in realtà è <strong>l’arillo</strong> di questo, ovvero il suo rivestimento esterno. Il macis fresco ha un colore rosso brillante, per diventare più chiaro una volta essiccato. Il suo profumo particolarissimo, che ricorda la noce moscata, ha carattere pungente ma dolce e caldo allo stesso tempo.</p>								</div>
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									<p>Forse anche questo ingrediente non trova riscontro nell’immaginario delle piante utilizzate per la produzione del gin. Eppure, la <strong>radice dell’Iris</strong>, anche detto <strong>giaggiolo</strong>, è un ingrediente indispensabile nell’industria dei profumi, della cosmetica e anche nella liquoristica. La radice essiccata contiene infatti alcuni composti chiamati ironi, capaci di fissare gli altri aromi presenti, siano in un profumo o un ottimo London dry gin. Il giaggiolo ha anche un profumo piacevole, che ricorda la violetta.</p>								</div>
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									<p>Imprescindibili per dare verve e freschezza a qualsiasi gin. Gli <strong>oli essenziali</strong> contenuti nella buccia degli agrumi donano aromaticità ed eleganza, equilibrando le altre note aromatiche. Nel panorama dei gin moderni, oltre a limone e arancia, trovano spazio anche agrumi più esotici come il lime e il pomelo, firma di alcuni prodotti sul mercato.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I fondamentali di The Spiritual Machine</h2>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo distillato i nostri fondamentali per aiutarti a creare il perfetto gin nel salotto di casa tua. Piante aromatiche e spezie da tutto il mondo, perfettamente bilanciate in <strong>7 alcolati dalle connotazioni diverse</strong>: spices, flowers, citrus, herbs, Asia, Africa e Latin America. Tutti racchiusi nel <strong>nostro kit</strong>, insieme ovviamente ad una base al ginepro: la nostra <strong><em>Juniper Essence</em></strong>. </span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">Grazie ai fondamentali di <strong>The Spiritual Machine</strong>, alcuni intrepidi hanno portato i loro gin dal bicchiere alla bottiglia, creando una propria linea di spirits.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">I<strong> Gin +39 </strong>di Bottega 39, nelle declinazioni Mediterrano, Verso Sud e Barricato portano la firma rispettivamente di timo, radici africane e rovere. Limone, spezie piccanti e la freschezza del coriandolo sono invece le note scelte per il <strong>Gin DelMago</strong> di </span><a href="https://www.delmagodrinks.com/" target="_blank" rel="noopener">DelMagoDrinks</a><span style="font-weight: 400;">.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">Puoi trovare tutti i nostri alcolati, kit e Gin dei nostri partner sul nostro shop&#8230;chissà che anche per te non inizi una avventura nel mondo del gin e degli spirits.</span></p>								</div>
				</div>
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						Visita il nostro shop					</h1>
				
									<div class="elementor-cta__description elementor-cta__content-item elementor-content-item">
						Crea con noi  la tua Linea Personalizzata 					</div>
				
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					<a class="elementor-cta__button elementor-button elementor-size-" href="https://shop.thespiritualmachine.io/">
						Vai allo Shop					</a>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17478" alt="dalla ricetta alla bottiglia" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-300x169.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-1024x576.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia-768x432.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/04/Ogni-bottiglia-ha-una-storia.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/come-funziona-the-spiritual-machine-dalla-ricetta-alla-bottiglia/" >
				Come funziona The Spiritual Machine: dall&#8217;idea alla bottiglia			</a>
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					<span class="elementor-post-date">
			17 April 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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			<p>Tempo di lettura stimato: 4 minuti Hai un&#8217;idea per uno spirit. Magari un vermouth fatto con il tuo vino. Magari un amaro che racconti il territorio della tua cantina. Il problema non è l&#8217;idea è tutto quello che viene dopo. La ricetta, il packaging, l&#8217;imbottigliamento, la burocrazia, i test di mercato. È esattamente lì che la maggior parte dei progetti si blocca. The Spiritual Machine esiste per sbloccarli e per portare dalla ricetta alla bottiglia in tempi che il mercato tradizionale non riesce nemmeno a immaginare. Tutto parte da una conversazione, non da un capitolato Il processo non inizia con un brief tecnico. Inizia con una domanda semplice: cosa vuoi raccontare con questo prodotto? Chi lo berrà, dove, in quale momento della giornata. The Spiritual Machine lavora con cantine, chef, hotel, imprenditori e brand e ogni progetto parte da lì, dall&#8217;identità di chi c&#8217;è dietro. Solo dopo si entra nel merito della ricetta. Questa fase può durare pochi giorni. Nel mercato tradizionale, lo stesso processo richiede spesso mesi solo per trovare un interlocutore disponibile. La ricetta: dove la creatività incontra la chimica Sviluppare una ricetta per uno spirit a base vino non è un&#8217;operazione casuale. Richiede competenze precise su botaniche, gradazioni alcoliche, tempi di macerazione e bilanciamento gustativo. The Spiritual Machine ha costruito un know-how su oltre 400 ricette validate vermouth, amari, bitter, cocktail RTD. Ogni nuova ricetta viene sviluppata internamente e testata in prototipo prima di passare alla produzione. Inoltre, gli ordini minimi partono da 250 bottiglie, contro le 3.000 o più richieste dagli standard di mercato. Questo significa che anche un primo lancio sperimentale è economicamente sostenibile. Dal prototipo alla bottiglia finita: packaging, etichettatura, burocrazia Quando la ricetta è approvata, inizia la fase produttiva. The Spiritual Machine coordina una rete di partner produttivi qualificati, non possiede una distilleria propria, ma gestisce l&#8217;intero processo dall&#8217;interno. Imbottigliamento, etichettatura, design del packaging: tutto viene sviluppato con l&#8217;obiettivo di creare un prodotto che comunichi l&#8217;identità del brand in modo immediato. Parallelamente, il team gestisce tutta la parte burocratica: accise, contrassegni, normative. È la parte che spaventa di più chi si avvicina al mondo spirits per la prima volta. Qui non devi occupartene tu. Il test di mercato: la fase che fa la differenza Produrre uno spirit è una cosa. Sapere se funziona davvero è un&#8217;altra. Per questo The Spiritual Machine affianca i clienti anche nella fase di validazione sul mercato mandando il prodotto in locali selezionati e raccogliendo feedback reali da bartender e consumatori. È una fase che molti saltano, convinti che basti lanciare. È invece quella che permette di aggiustare il tiro prima di investire in produzioni più grandi. Casi come il Vermouth Giò partito da 100 bottiglie e arrivato sugli scaffali di Eataly Los Angeles dimostrano cosa succede quando questa fase viene fatta bene. Dall&#8217;idea alla bottiglia finita, The Spiritual Machine riduce i tempi fino a dieci volte rispetto agli standard di mercato. Non perché tagli le fasi — ma perché le gestisce tutte internamente, in modo coordinato. Se stai pensando a uno spirit a base vino personalizzato e vuoi capire quanto può rendere concretamente, inizia da qui: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Quanto tempo ci vuole per sviluppare uno spirit con The Spiritual Machine? Il processo è fino a dieci volte più rapido rispetto agli standard tradizionali. Mentre il mercato richiede tipicamente da 12 a 18 mesi, The Spiritual Machine porta un prodotto dalla ricetta alla bottiglia finita in poche settimane, gestendo internamente ogni fase del processo. Qual è il numero minimo di bottiglie per iniziare una produzione? Gli ordini minimi partono da 250 bottiglie. Il mercato tradizionale richiede generalmente un minimo di 3.000 bottiglie o più. Questo rende possibile un primo lancio sperimentale senza dover sostenere investimenti sproporzionati rispetto alla fase iniziale del progetto. Chi gestisce la parte burocratica — accise, contrassegni, normative? The Spiritual Machine gestisce internamente tutta la parte amministrativa e regolatoria legata alla produzione di spirits. Il cliente non deve occuparsene. È uno degli elementi che distingue il modello end-to-end da quello di un semplice fornitore produttivo.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17415" alt="RTD wine-based" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-300x168.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-1024x574.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-768x430.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-50x28.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646-100x56.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/Yan_POV_from_a_person_at_a_lively_nighttime_party_holding_a_yel_3131ae37-effd-4b14-9427-128617977646.png 1456w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/rtd-wine-based-mercato-strategia/" >
				RTD wine-based: l&#8217;opportunità che le cantine non possono ignorare			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			26 March 2026		</span>
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			No Comments		</span>
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				<div class="elementor-post__excerpt">
			<p>Immagina di essere a un festival estivo. Nessuno sta stappando una bottiglia di vino. Eppure tutti stanno bevendo qualcosa di fresco, immediato, scelto in tre secondi davanti a un frigo. Quello che hanno in mano è spesso un RTD wine-based — e quasi nessun produttore italiano lo sa ancora. Questo articolo spiega cosa sta succedendo, perché sta succedendo adesso, e cosa significa per chi fa vino in Italia. Perché questa categoria cresce così velocemente Tutto inizia da un paradosso. Il vino perde volumi. Ma le bevande nate dal vino crescono a un ritmo che quasi nessun altro segmento può vantare. Perché? Le nuove generazioni non hanno smesso di apprezzare il gusto del vino. Hanno semplicemente smesso di accettare il formato. Una bottiglia da 75cl richiede un bicchiere, un&#8217;occasione, un contesto. Un formato single-serve da 275 ml si apre, si beve, si porta ovunque. Inoltre, dal punto di vista fiscale, le bevande base vino godono di un vantaggio strutturale: nell&#8217;Unione Europea il vino fermo ha accisa zero. Quindi chi produce parte già con margini superiori rispetto agli spirit-based. I numeri che ogni produttore dovrebbe conoscere Negli USA il segmento cresce del +29,3% annuo. Rappresenta già quasi il 10% del vino fermo nel retail statunitense. In Germania le bevande ready-to-drink base vino sono diventate la categoria più consumata tra tutte le varianti RTD — in un mercato da 2,25 miliardi di dollari che raddoppierà entro il 2035. In Giappone, il segmento raggiungerà i 12 miliardi di dollari entro il 2032. Nel frattempo, in Italia la categoria spirits segna -8,5% rispetto al 2019. Chi aspetta che i numeri italiani si riprendano da soli rischia di perdere la finestra giusta. Come costruire un prodotto che conquista davvero Un wine RTD che funziona non nasce da una buona idea. Nasce da scelte tecniche precise. Il profilo gustativo deve essere immediato: agrumi, frutti rossi, note tropicali. La dolcezza va calibrata con cura — troppo zucchero satura il consumatore dopo il primo sorso. Il finale deve essere secco, per invitare al sorso successivo. Anche la distribuzione non è un dettaglio secondario. I canali giusti per una bevanda pronta al consumo base vino sono convenience, festival, beach store e GDO refrigerata. Entrare nel canale sbagliato significa bruciare il prodotto prima ancora che il mercato lo conosca. Quello che una cantina italiana può fare adesso Molte cantine guardano questo mercato da lontano, convinte che serva una struttura produttiva dedicata. Non è così. The Spiritual Machine ha già sviluppato oltre 400 ricette validate e prodotto più di 250.000 bottiglie per cantine di ogni dimensione. Il processo è completo: dalla ricetta alla compliance, dalla produzione alla distribuzione. Tu porti il vino e la visione del prodotto. Noi traduciamo tutto in qualcosa che funziona sullo scaffale e nel bicchiere. Scopri i prodotti a base vino già sviluppati: https://thespiritualmachine.com/prodotti-a-base-vino/ Il mercato non aspetta. I vantaggi fiscali ci sono. I consumatori ci sono. La tecnologia produttiva c&#8217;è. Quello che manca, in molti casi, è solo il primo passo. Vuoi capire quanto può rendere concretamente una produzione a base vino? Calcolalo adesso: https://campaign.thespiritualmachine.com/calcola-revenue-vermouth/ Domande frequenti Cosa sono gli RTD wine-based e perché se ne parla così tanto? Sono bevande alcoliche pronte al consumo che usano il vino come base invece dell&#8217;alcol neutro. Crescono perché rispondono a un bisogno reale: praticità, portabilità, immediatezza. E rispetto agli spirit-based godono di trattamenti fiscali più favorevoli — il che significa margini più alti per chi li produce. Perché il mercato cresce così velocemente proprio adesso? Perché le abitudini di consumo sono cambiate strutturalmente, non temporaneamente. I contesti di consumo si sono moltiplicati — festival, spiagge, aperitivi informali — e il vino tradizionale non riesce a presidiare questi momenti. Le bevande pronte al consumo base vino sì. Una cantina italiana può entrare in questo mercato senza investire in nuovi impianti? Sì. The Spiritual Machine gestisce l&#8217;intero processo operativo. Le cantine che lavorano con noi non affrontano investimenti in strutture o competenze interne. Portano il vino e la direzione del prodotto. Il resto lo costruiamo insieme.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" tabindex="-1" >
			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-17375" alt="Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-300x226.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-1024x771.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-768x578.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-50x38.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2-100x75.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2026/03/thespiritualmachine_A_refined_editorial_3D_scene_representing_72934c2a-dac2-4255-b68b-7482c53b2a7a_2.png 1232w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vini-aromatizzati/" >
				Non solo Vermouth: Guida ai vini aromatizzati, dal Barolo Chinato ai Bitter a base Genziana			</a>
		</h3>
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					<span class="elementor-post-date">
			11 March 2026		</span>
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			<p>I vini aromatizzati rappresentano uno dei patrimoni più ricchi della tradizione italiana. Dalle radici storiche del Barolo Chinato ai bitter alla genziana, questi prodotti uniscono territorio, botaniche e artigianalità. In questa guida esplori storia, tecniche e tendenze attuali. Scoprirai anche il ruolo di questi spirits nella miscelazione moderna.   La storia dei vini aromatizzati: dalle origini alla tradizione italiana Dalla medicina alla convivialità Fin dalle origini, i vini aromatizzati erano strumenti di medicina e convivialità. La tecnica era semplice: si maceravano erbe, spezie e cortecce direttamente nel vino. Il risultato erano bevande dal gusto complesso, spesso usate a scopo terapeutico. Tra i prodotti più antichi spicca il Barolo Chinato. Si ottiene dall’infusione di corteccia di china nel famoso vino piemontese. I vini chinati erano una categoria molto diffusa nei secoli passati. Le origini del vermouth a Torino Il vermouth nasce come prodotto accessibile e diffuso. Si produceva mescolando erbe e spezie direttamente nel vino, senza tecniche di distillazione sofisticate. Torino è la sua città d’origine. Le campagne italiane ne hanno alimentato la diffusione per secoli.   Botaniche e tecniche di produzione dei vini aromatizzati Le erbe e le radici più usate Le botaniche variano a seconda della regione e della tradizione. Le più comuni sono la genziana, la china e le erbe amare tipiche dell’area mediterranea. Ogni produttore seleziona le sue combinazioni. Questo crea profili aromatici unici che rispecchiano il territorio. Il processo di macerazione La macerazione avviene tradizionalmente in alcol. La durata e la composizione delle tinture influenzano il profilo aromatico finale. Il Barolo Chinato, ad esempio, deve la sua nota amaricante principale alla corteccia di china. La scelta della botanica cambia in base alla zona geografica di produzione.   I vini aromatizzati più rappresentativi e le tendenze attuali Vermouth, amari e bitter: le grandi famiglie Tra i vini aromatizzati più noti troviamo il Vermouth di Torino, l’amaro e i bitter a base di genziana. Il vermouth può essere bianco, ambrato o rosso. Storicamente si preferivano vini bianchi e invecchiati come base. Oggi si sperimentano anche vini rossi come il Nebbiolo o il Dolcetto. La ripresa del mercato artigianale Negli ultimi anni cresce l’interesse per i vini aromatizzati di qualità. I produttori valorizzano le botaniche locali e le tecniche artigianali. Si diffondono anche i bitter a base di vino macerati con genziana. Il vermouth al Barolo, con tannini più evoluti, è un esempio di questa nuova tendenza.   Il ruolo dei vini aromatizzati nella miscelazione moderna Dal Negroni agli spritz: cocktail classici e innovativi I vini aromatizzati sono protagonisti nella mixology. Sono il cuore di classici come il Negroni. Si inseriscono perfettamente negli spritz moderni, spesso già pronti con vino e bitter abbinati. La loro versatilità permette di creare cocktail unici. I prodotti artigianali stanno ridando dignità storica a questi spirits. Le reinterpretazioni moderne li pongono al centro della mixology contemporanea. Conclusione: i vini aromatizzati, un patrimonio vivo da scoprire I vini aromatizzati uniscono storia, territorio e innovazione. Dal Barolo Chinato ai bitter alla genziana, ogni prodotto racconta una tradizione artigianale. Oggi questa tradizione si rinnova con nuove botaniche e tecniche di miscelazione. Hai voglia di sperimentare? Contattaci per creare il tuo spirits personalizzato a base vino. Porta il gusto della tradizione italiana nelle tue creazioni.</p>
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				<a class="elementor-post__thumbnail__link" href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" tabindex="-1" >
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/vino-ippocratico/" >
				Dal Vino Ippocratico al Negroni			</a>
		</h3>
				<div class="elementor-post__meta-data">
					<span class="elementor-post-date">
			17 November 2025		</span>
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			<p>Il vino, ingrediente vivo e radicato nelle culture di tutto il mondo, ha un ruolo chiave nella nascita della miscelazione moderna. Dalla sua origine come solvente medico nell&#8217;antichità fino ai cocktail iconici come il Negroni, questa bevanda ha accompagnato e plasmato le tecniche di miscelazione. In questo articolo ripercorreremo i traguardi storici e le evoluzioni che hanno fatto del vino il primo vero protagonista nell&#8217;arte del mixing, un ponte tra tradizione e innovazione nel mondo degli spirits. Il vino come primo solvente nella storia della miscelazione Fin dall’antichità, il vino ha ricoperto un ruolo fondamentale come solvente ed elemento di produzione di medicinali e rimedi. I primi enoliti di Galeno, ad esempio, erano preparati con vino, che rappresentava l’unico solvente alcolico disponibile prima della diffusione dell’alcol distillato. La sua alta capacità di estrazione e conservazione lo ha reso il compagno ideale delle macerazioni di erbe e spezie, dando origine alle prime essenze aromatiche destinate alla terapeutica e, successivamente, alla miscelazione. Nel Medioevo, la tecnica della distillazione del vino nacque in Europa, influenzata dagli alambicchi arabi arrivati in Italia. Grazie a questa capacità di creare il famigerato “acqua di vita,” il vino si affermò come base per preparare liquori e macerati più intensi e persistenti. La connessione tra vino e distillazione portò alla nascita del vermouth, che inizialmente era prodotto attraverso la macerazione di erbe nel vino. Questo prodotto storico, radicato nel Piemonte, rappresentò uno dei primi esempi di come il vino potesse essere trasformato in un’arte di miscelazione. Il grande salto e la rivoluzione del Negroni Nel XX secolo, il ruolo del vino nella miscelazione si consolidò grazie all&#8217;evoluzione dei prodotti e delle tecniche. Il vermouth di Torino, con la sua capacità di unire la conoscenza della macerazione con la territorialità, divenne la base per alcuni tra i cocktail più iconici al mondo, come il Negroni. Questo drink nasce dall&#8217;unione di vino aromatizzato (vermouth), bitter e gin, e nel corso degli anni ha visto crescere il suo successo globale. Secondo le analisi recenti, il Negroni rappresenta circa il 42% del consumo di cocktail a base vino, dimostrando quanto questa tradizione sia ancora radicata nel gusto contemporaneo. L&#8217;evoluzione del Negroni ha anche favorito la riscoperta di vini aromatizzati e prodotti a base di vino, spingendo i produttori a sperimentare con vari vitigni e botaniche, rafforzando il legame tra territorio e miscelazione. Inoltre, si osserva un&#8217;attenzione crescente al ruolo del vino nei cocktail ready-to-drink, favorite anche dalle nuove preferenze di consumo e dall&#8217;interesse per le bevande meno alcoliche. La cultura del vino come ingrediente versatile e di territorio Le tecniche di macerazione e le botaniche utilizzate danno al vino un ruolo trasversale e poliedrico nel mondo delle miscele. La tradizione italiana e francese, ad esempio, utilizzano vitigni locali come Moscato, Trebbiano e Vermentino per creare prodotti a seconda delle ricette e delle esigenze di gusto. Secondo gli esperti, il vino ha anche un ruolo di “firma territoriale”, portando in ogni bicchiere le caratteristiche genetiche del terroir di provenienza. Inoltre, la produzione artigianale di prodotti a base vino, come il Barolo Chinato o il Vermouth di Torino, continua a essere una linfa vitale per la miscelazione di oggi. Questi prodotti, spesso cerebrali e aromatici, sono ideali per la creazione di cocktail innovativi, capaci di raccontare storie di territori e tradizioni attraverso profumi e sapori unici. The Spiritual Machine e l’arte di creare spirits personalizzati Il legame tra vino e miscelazione è un campo di ricerca e sperimentazione aperto e in continua evoluzione. The Spiritual Machine si inserisce in questo contesto offrendo spirits personalizzati a base vino, studiati per valorizzare le peculiarità del territorio e le botaniche. Creando cocktail che rispettano la storia e le caratteristiche dei vitigni, si promuove una cultura del wine-based spirits innovativa e autentica. Per approfondire come il vino può essere protagonista in miscelazione e scoprire i nostri prodotti, visita il nostro sito o contattaci. Immergiti in un mondo di aromi e storie da bere e condividere.</p>
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				La Rinascita del Vermouth			</a>
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			13 May 2025		</span>
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			<p>La Rinascita del Vermouth: Storia, Marchi Storici e Utilizzo Moderno Il Vermouth, un&#8217;essenza italiana dalle radici millenarie che si intrecciano con l&#8217;antica arte dell&#8217;erboristeria, ha saputo conquistare il palato di generazioni con la sua complessa miscela di aromi e spezie. La sua storia si snoda tra le strade di Torino e i salotti della nobiltà europea, raccontando di antichi sapori e di tradizioni tramandate. Origini e Diffusione: Un Viaggio nel Tempo La leggenda narra che oltre due millenni fa, già si discuteva in Europa di un elisir a base di assenzio e origano, considerato all&#8217;epoca un vero e proprio farmaco. Tuttavia, fu Antonio Benedetto Carpano nel lontano 1786 a Torino a dare vita alla versione italiana commercializzata del Vermouth. Mescolando sapientemente il vino moscato con erbe aromatiche e spezie, tra cui l&#8217;artemisia, Carpano creò un prodotto unico che ben presto conquistò i palati più raffinati dell&#8217;epoca. Marchi Storici: Le Eccellenze del Vermouth Tra i marchi storici che hanno segnato il percorso di questa bevanda straordinaria, spiccano i nomi illustri di Carpano, Martini &amp; Rossi e Cocchi. Il marchio Carpano, legato al geniale inventore del Vermouth, è celebre per il suo Antica Formula, ingrediente imprescindibile per creare il leggendario Martinez, precursore del celebre Martini. Martini &amp; Rossi, fondato nel 1863, si distingue come uno dei brand più noti globalmente, con varianti come il &#8220;Fiero&#8221; e il &#8220;Rosso Amaranto&#8221;. Cocchi, con la sua nascita nel 1891, è riconosciuto per la produzione di Vermouth di alta qualità, tra cui il pregiato &#8220;Cocchi Tipo Esportazione&#8221;. Rinascita e Modernità: Il Fascino del Passato Rivisitato Dopo un momento di declino negli anni Ottanta, il Vermouth ha sperimentato una nuova vita, riconquistando il favore del pubblico sia in Italia che nel resto d&#8217;Europa. La sua rinascita attuale vede la nascita di nuove sfumature e interpretazioni, accanto alla rivalutazione dei prodotti storici. Oggi, il mercato vanta circa 200 referenze di Vermouth, offrendo una vasta gamma di gusti e tipologie per soddisfare i palati più esigenti. Utilizzo Moderno: Tra Creatività e Tradizione Il Vermouth riveste un ruolo centrale nella mixology contemporanea, essendo un elemento imprescindibile in cocktail iconici come il Negroni e il Manhattan. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che come digestivo, dimostrando la capacità di adattarsi a molteplici contesti e preparazioni. La sua presenza è sinonimo di eleganza e raffinatezza, arricchendo ogni miscela con la sua complessa profondità di aromi. In conclusione, il Vermouth racchiude in sé secoli di sapori e tradizioni, incarnando l&#8217;eccellenza italiana capace di rinnovarsi nel tempo senza mai tradire le proprie origini. Un viaggio gustoso tra passato e presente, dove l&#8217;arte dell&#8217;erboristeria si fonde con la creatività contemporanea, regalando esperienze sensoriali uniche e indimenticabili. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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			<div class="elementor-post__thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="212" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png" class="attachment-medium size-medium wp-image-16100" alt="9 prodotti a base vino" srcset="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-300x212.png 300w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1024x724.png 1024w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-768x543.png 768w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-1536x1086.png 1536w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-50x35.png 50w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1-100x71.png 100w, https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/2025/04/Progetto-senza-titolo-1.png 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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			<a href="https://thespiritualmachine.com/prodtti-base-vino/" >
				Prodotti a base Vino			</a>
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			8 April 2025		</span>
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			<p>Trasformare il vino in vermouth artigianale e prodotti per la mixology In Italia, moltissime cantine custodiscono un potenziale inespresso: la possibilità di trasformare il vino in prodotti artigianali unici, pensati per il mondo della mixology, della gastronomia e della convivialità. The Spiritual Machine affianca le cantine italiane nello sviluppo di vermouth artigianali e altri prodotti a base vino, offrendo loro la possibilità di entrare in nuovi canali di consumo: cocktail bar, ristoranti, aperitivi e dopocena casalinghi. Come racconta Matteo Fornaca, CEO e Founder di The Spiritual Machine: “Nelle cantine italiane c’è un valore inespresso enorme. Un valore che sta nella possibilità di trasformare il vino in numerosi prodotti alla base della mixology, della gastronomia e della convivialità. Noi siamo al fianco delle cantine nello sviluppo del vermouth, e oggi con I Vini di Maremma mostriamo come una cantina possa essere protagonista anche nei cocktail bar, nei ristoranti, nell’aperitivo e nel dopocena casalingo.” Il progetto con la Cantina &#8216;I Vini di Maremma&#8217; La collaborazione con &#8216;I Vini di Maremma&#8217;, una delle realtà vitivinicole più storiche della Maremma, nasce dal desiderio di ampliare l’offerta di prodotti restando fedeli alla base vino. Come spiega Donata Vieri, direttrice della cantina: “Il nostro obiettivo era offrire una base vino ben rielaborata e strutturata, in grado di raccontare le diverse anime della nostra cantina. Ampliare la gamma di prodotti, rimanendo legati al vino, ci consente di dialogare con i consumatori in modi nuovi e più ampi.” Grazie al supporto di Confcooperative Fedagripesca, il contatto con The Spiritual Machine si è trasformato in un vero progetto. “Abbiamo percepito che lavorare con una struttura così professionale come The Spiritual Machine poteva generare un valore aggiunto alle nostre competenze, oltre che un piacere personale e di gusto.” – conclude Donata Vieri. Un concept che unisce terra, femminilità e trasformazione Il concept creativo della linea sviluppata con I Vini di Maremma si ispira all’alchimia e al legame profondo tra la femminilità, la terra e il processo di trasformazione.Ogni prodotto incarna un principio chiave, visibile anche nel design delle etichette, che saranno presentate ufficialmente a Vinitaly. Le illustrazioni rappresentano muse alchemiche, simboli di trasformazione in continua evoluzione: volti che si fondono con alberi, corone che si trasformano in rami, corpi attraversati da radici. Un linguaggio visivo potente, che racconta la natura mutevole del vino e della creatività. Chi è The Spiritual Machine The Spiritual Machine è una startup innovativa fondata a Torino nel 2017 da Matteo Fornaca e Matteo Dispenza. L’azienda si occupa di creazione di vermouth, gin, amari e liquori personalizzati, accompagnando cantine, ristoratori e imprenditori in ogni fase del progetto: dalla ricetta alla produzione. Con oltre 200.000 bottiglie prodotte, The Spiritual Machine ha creato alcolici personalizzati per bar, ristoranti, chef e hotel in Italia e all’estero.I prodotti nati da queste collaborazioni hanno ricevuto 23 riconoscimenti internazionali, tra cui i World Vermouth Awards 2024 e i Gin Masters 2024. Chi sono I Vini di Maremma La Cantina I Vini di Maremma nasce nel 1954 vicino a Grosseto, nel contesto della riforma agraria promossa dall’Ente Maremma. Fondata da un piccolo gruppo di vignaioli, è oggi una delle cooperative più rappresentative della regione. Con 450 ettari di vigneti e 210 soci attivi, la cantina continua a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione del territorio, mantenendo un forte legame con la tradizione e una visione moderna della produzione vitivinicola. Vuoi trasformare il tuo vino in qualcosa di unico? Se anche tu rappresenti una cantina e vuoi scoprire come trasformare il tuo vino in un vermouth artigianale o in un prodotto personalizzato, The Spiritual Machine è al tuo fianco per sviluppare un progetto originale, di qualità e adatto al tuo mercato. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Contattaci per iniziare insieme questo percorso. Seguici per rimanere aggiornato! Linkedin Facebook Instagram</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/i-5-fondamentali-del-gin/">I 5 fondamentali del Gin</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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		<title>I Ready to Drink di &#8220;Delmago Drinks&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Mosini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 15:39:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova tendenza: i Ready to Drink Una nuova avventura per i ragazzi di The Spiritual Machine, che hanno accompagnato lo Chef dall’inizio alla fine lungo questo percorso dando vita ai Ready to Drink ed alla linea degli Spiriti assoluti. Come hanno preso vita i Ready to Drink e gli Spiriti assoluti di Delmagodrinks? Tante sono state le prove di ricettazione che hanno dato vita a queste 6 miscele,&#160; risultato dell’armonica combinazione di storia ed innovazione. “Si parte da una base tradizionale a cui va ad aggiungersi qualche guizzo di creatività”, racconta Elisa Cravero co-Founder e CEO di The Spiritual Machine, e continua: “Nel nostro lavoro la passione per i prodotti di qualità è la base di tutto e con Marcello abbiamo trovato un partner ideale. Inoltre,&#160; è stato un piacere lavorare e sperimentare con lui e con tutto il Team di progetto. Grazie alla sua visione e lungimiranza abbiamo testato i nostri limiti e li abbiamo superati. Siamo riusciti a creare dei prodotti unici e di altissima qualità, per giunta speriamo che tutti possano assaggiarli e vivere questa esperienza dei sensi”. Scopriamoli insieme! Vermouth rosso e Gin, questi sono gli Spirits che compongono la linea degli Spiriti Assoluti. Si tratta di un&#160;Vermouth a base cortese aromatizzato con un infuso in cui si riconoscono fiori di assenzio, radice di genziana e bacche di vaniglia.&#160; In bocca è rotondo, elegante con i tipici toni freschi di scorza di agrumi da cui fuoriescono rabarbaro e noce moscata. Per un finale amaricante e leggermente speziato a cui si aggiungono china e cascarilla. Il Gin è&#160; di impostazione classica all&#8217;interno del quale vengono esaltati i toni balsamici delle bacche di ginepro. Tuttavia, a queste si affiancano le note fresche tipiche di Lemongrass, cardamomo e coriandolo. Infine, degustandolo si riconosce una piccante nota di zenzero. Passiamo ai Ready to Drink I Ready to Drink si presentano come &#8220;Cocktail d&#8217;Alta Cucina&#8221; già miscelati e pronti da bere con l&#8217;aggiunta di ghiaccio. Boulevardier, Negroni,&#160; Mi-To, Vesper, questi sono i Ready to Drink che vestono la creatività dell’artista torinese Gianluca Cannizzo che, per l’occasione, ha disegnato e realizzato sei etichette inedite, dal look accattivante, fresco e leggero. Un modo per offrire al consumatore finale un prodotto di altissimo pregio e dallo stile inconfondibile. Pertanto, questi sono gli obiettivi che esprimono perfettamente la vision aziendale di The Spiritual Machine: selezionare le materie prime migliori e trasformarle in qualcosa di inedito, unico e totalmente tailor made. I Drink nati da questa partnership si caratterizzano per purezza, unicità e altissima qualità. Nella miscelazione non vengono usati prodotti commerciali di altri marchi; infatti, i Ready to Drink e gli Spiriti Assoluti hanno un’impronta altamente artigianale e sono creati esclusivamente con ingredienti proprietari DelMago, dal Vermouth al Gin e ancora al Bitter.</p>
<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/ready-to-drink/">I Ready to Drink di &#8220;Delmago Drinks&#8221;</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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									<div class="page" title="Page 1"><div class="layoutArea"><div class="column"><p>Una nuova avventura per i ragazzi di <strong>The Spiritual Machine</strong>, che hanno accompagnato lo Chef dall’inizio alla fine lungo questo percorso dando vita ai Ready to Drink ed alla linea degli Spiriti assoluti.</p></div></div></div>								</div>
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									<p>Tante sono state le prove di ricettazione che hanno dato vita a queste 6 miscele,  risultato dell’armonica combinazione di <strong>storia</strong> ed <strong>innovazione</strong>.</p><p>“Si parte da una base tradizionale a cui va ad aggiungersi qualche guizzo di creatività”, racconta <strong>Elisa Cravero co-Founder e CEO</strong> di<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://thespiritualmachine.com/"> The Spiritual Machine</a></span>, e continua:</p>								</div>
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									<p>“Nel<em> nostro lavoro la passione per i prodotti di qualità è la base di tutto e con Marcello abbiamo trovato un partner ideale. Inoltre,  è stato un piacere lavorare e sperimentare con lui e con tutto il Team di progetto. Grazie alla sua visione e lungimiranza abbiamo testato i nostri limiti e li abbiamo superati. Siamo riusciti a creare dei prodotti unici e di altissima qualità, per giunta speriamo che tutti possano assaggiarli e vivere questa esperienza dei sensi”.</em></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-large">Scopriamoli insieme!</h2>				</div>
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									<p><strong>Vermouth rosso</strong> e <strong>Gin</strong>, questi sono gli Spirits che compongono la <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://shop.thespiritualmachine.io/collections/cocktail-ready-to-drink-delmagodrinks">linea</a></span> degli Spiriti Assoluti.</p><p>Si tratta di un <strong>Vermouth</strong> a base cortese aromatizzato con un infuso in cui si riconoscono fiori di assenzio, radice di genziana e bacche di vaniglia. </p><p>In bocca è rotondo, elegante con i tipici toni freschi di scorza di agrumi da cui fuoriescono rabarbaro e noce moscata. Per un finale amaricante e leggermente speziato a cui si aggiungono china e cascarilla.</p><p><span style="font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );">Il </span><strong>Gin</strong><span style="font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );"> è  di impostazione classica all&#8217;interno del quale vengono esaltati i toni balsamici delle bacche di ginepro. Tuttavia, a queste si affiancano le note fresche tipiche di Lemongrass, cardamomo e coriandolo. Infine, degustandolo si riconosce una piccante nota di zenzero.</span></p>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-large">Passiamo ai Ready to Drink</h3>				</div>
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									<p>I<strong> Ready to Drink</strong> si presentano come &#8220;<em>Cocktail d&#8217;Alta Cucina</em>&#8221; già miscelati e pronti da bere con l&#8217;aggiunta di ghiaccio.</p><p><strong>Boulevardier</strong>,<strong> Negroni</strong>,  <strong>Mi-To</strong>, <strong>Vesper</strong>, questi sono i Ready to Drink che vestono la creatività dell’artista torinese Gianluca Cannizzo che, per l’occasione, ha disegnato e realizzato sei etichette inedite, dal<strong> look accattivante, fresco e leggero</strong>.</p><p>Un modo per offrire al consumatore finale un prodotto di altissimo pregio e dallo stile inconfondibile. Pertanto, questi sono gli obiettivi che esprimono perfettamente la <strong>vision aziendale</strong> di The Spiritual Machine: <strong>selezionare le materie prime migliori e trasformarle in qualcosa di inedito, unico e totalmente tailor made.</strong></p>								</div>
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										<img decoding="async" src="https://thespiritualmachine.com/wp-content/uploads/elementor/thumbs/DelMago-Drinks_Mago-Marcello-Trentini-put1727auqkrby4av9mt6cl624u4l8kw3ipaaz6z4o.jpg" title="DelMago Drinks_Mago Marcello Trentini" alt="DelMago Drinks_Mago Marcello Trentini" loading="lazy" />											<figcaption class="widget-image-caption wp-caption-text"></figcaption>
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									<p>I Drink nati da questa partnership si caratterizzano per <strong>purezza, unicità e altissima qualità. </strong>Nella miscelazione non vengono usati prodotti commerciali di altri marchi; infatti, i Ready to Drink e gli Spiriti Assoluti hanno un’impronta altamente artigianale e sono creati esclusivamente con ingredienti proprietari DelMago, dal Vermouth al Gin e ancora al Bitter.</p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://thespiritualmachine.com/ready-to-drink/">I Ready to Drink di &#8220;Delmago Drinks&#8221;</a> proviene da <a href="https://thespiritualmachine.com">The Spiritual Machine</a>.</p>
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